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Festival giornalismo, ministro Orlando su ‘Terra dei fuochi’ Cilento: «Caso minore, ma va monitorato»

dall'inviato Luigi Martino • 02 maggio 2014 19:12

L’intera Campania è a conoscenza di tutto. L’Italia sa tutto. Sa tutto da 30 anni e l’emergenza rifiuti risale a 20 anni fa. Napoli, Caserta e Salerno: le tre città/provincia più grandi della regione meridionale sono sotto la lente di ingrandimento di varie procure. Sotto quelle terre, ricche di storia e bellezze naturali, ci sono rifiuti tossici interrati. C’è spazzatura, liquami, scarti industriali. Sotto quella terra ci sono anche tante vite volate via troppo in fretta. Morti per tumore. Morti perchè la camorra ha dovuto lucrare. Poi ci sono le testimonianze di Carmine Schiavone, capo dei casalesi.  E con lui la polemica: «Avete fatto diventare un camorrista, un personaggio televisivo». E’ la frase che si ripete anche al festival internazionale del giornalismo di Perugia, in un panel dedicato al disastro campano che porta il titolo di ‘Terra dei Fuochi: 25 anni di mala politica, corruzione e connivenza tra politici e criminali’. Al tavolo sono seduti Amalia De Simone, del corriere.it; Marco Demarco, giornalista e scrittore; Filippo Facci, giornalista di Libero; Francesca Ghidini, inviata speciale Rai; Raffaello Magi, magistrato; Giuseppe Manzo, giornalista e scrittore; Andrea Orlando, attuale ministro della Giustizia ed ex ministro all’Ambiente. A margine dell’incontro, Orlando ha risposto alle domande dei giornalisti in sala. Non si è parlato del Cilento e Vallo di Diano, del caso Chernobyl e dei 38 indagati rinviati a giudizio. Orlando ha motivato dicendo: «In Italia le realtà dove si sono manifestati casi di questo tipo, purtroppo, sono moltissime. L’eccezionalità della situazione ‘Terra dei Fuochi’ - continua il ministro - è quantitativa e qualitativa, e quindi sicuramente tutte le realtà diciamo vanno monitorate, ma qua ci troviamo di fronte ad una emergenza che ha una specificità nazionale».

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