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Omicidio Vassallo, indagato un carabiniere

Redazione • 02 luglio 2018 12:27

Un avviso di garanzia, un nuovo avviso di garanzia, riapre il caso Vassallo, il sindaco pescatore, barbaramente ammazzato nella sua Pollica il 5 settembre del 2010. Questa volta finisce tra gli indagati un carabiniere. La divisa appunto, quella che i familiari di Vassallo da tempo hanno indicato essere una probabile pista da approfondire. Lui è Lazzaro Cioffi, carabiniere in servizio a Castello di Cisterna, ora in congedo, già in carcere per le accuse di collusioni con il clan di Caivano. In pratica sarebbe coinvolto in vicende di narcotraffico. Per la morte di Vassallo fu indagato il suo ex comandante, ma poi fu archiviato. Poco dopo nel 2011, un testimone R.R. collocò Cioffi tra i carabinieri presenti a Pollica, nei giorni dell’omicidio del sindaco. Fu anche sentito dal pm di Salerno Rosa Volpe e dal procuratore capo Franco Roberti a cui spiegò chi gli riferì notizia dell’accaduto, senza avere conoscenza diretta del fatto. Le indagini non trovarono riscontri e quindi la sua presenza a Pollica fu eliminata dalle indagini.

Qualcosa però di più importante devono avere ora in mano i magistrati per inviargli un avviso di garanzia nel carcere militare di Santa Maria Capua Vedere dove è ristretto. Sarebbe il risultato di quanto dichiarato da nuovi pentiti e in un recente verbale, sempre di R.R. che questa volta però ha risposto al pm di Napoli - come rende noto il Fatto quotidiano, a seguito delle anticipazioni di giustizianews.24.it - che collabora con la procura di Salerno  a cui sono affidate le indagini sulla morte del sindaco pescatore. Altri dettagli non si conoscono, tenuto conto di una contestazione stringatissima «senza il movente o il ruolo del carabiniere indagato» insieme ad un altro che risulta ignoto. Ma Cioffi si è avvalso della facoltà di non rispondere.

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