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Francesco Luongo, dal Cilento a Tokyo con la passione per la maratona

Redazione • 06 marzo 2018 12:13

New York 2013, Berlino 2013, Londra 2015, Boston 2016, Chicago 2017, Tokyo 2018. Il 25 Febbraio, concludendo la maratona di Tokyo, Francesco Luongo, originario di Vallo della Lucania, ha completato il prestigioso circuito del Abbott World Marathon Majors, che raccoglie le 6 principali maratone mondiali.

 In questa intervista Francesco racconta la sua esperienza

Francesco, come è nata la passione?
In generale ho sempre avuto un buon rapporto con lo sport sin dan bambino. La corsa vera e propria ho iniziato a praticarla nel periodo del liceo, presso la Scuola Militare Nunziatella di Napoli: correvo soprattutto cross, con distanze di circa 5km, raramente si arrivava anche ai 10km. La praticavo un paio un paio di volte a settimana, alternandola al calcio o alla pallamano. Poi con l’università ed il lavoro ho praticamente smesso, fino a quando a 30 anni, mi sono rotto (sciando) legamenti del ginocchio e menisco: ho ricominciato a correre per la riabilitazione e praticamente non mi sono più fermato.

Come sei diventato un maratoneta?
Una volta (ri)cominciato a correre, l’esigenza di ristabilirmi fisicamente si è trasformata in attività costante,  fino a diventare vera e propria passione. Evidentemente prima di arrivare alle Majors c’è stato un periodo di graduale avvicinamento alla distanza regina di 42,195km: come tanti runner agli esordi ho utilizzato le simpatiche corse non agonistiche, quindi sono passato alle 10km, alla mezza maratona, e nel 2012 ho corso la mia prima maratona a Milano, indimenticabile non solo per le emozioni ma anche per la tanta pioggia caduta.

Perché le Majors?
Per qualsiasi maratoneta, correre a New York (la più popolare) o a Berlino (la più veloce) è sicuramente motivo di orgoglio ed uno dei principali obiettivi. Anche io sono partito da lì: Maratona di New York 2012, tanto desiderata, smanioso di partecipare ….peccato che poi è arrivato l’uragano Sandy che, prima volta in assoluto, ha costretto gli organizzatori a rinviare la maratona (garantendo l’iscrizione per il 2013)! Nel frattempo ero stato sorteggiato e mi ero iscritto alla maratona di Berlino da correre nel Settembre successivo (in queste maratone tocca iscriversi con largo anticipo, per Londra bisogna prenotarsi anche 18 mesi prima). Così nel 2013 mi sono ritrovato a correre ben 2 Majors nel giro di 2 mesi… A quel punto corse New York e Berlino e acquisita consapevolezza del prestigio del circuito, mi sono concentrato su questo obiettivo, che unitamente a passione e divertimento, mi avrebbe dato anche l’occasione di viaggiare con la famiglia quando possibile.

Come prepari le maratone?
Indubbiamente preparare una maratona richiede costanza e impegno fisico per diversi mesi. Normalmente vado a correre 4/5 volte a settimana, quasi sempre la mattina presto, così da svegliare le figlie al rientro e fare colazione insieme. Lo sforzo poi diventa particolarmente impegnativo quando si prepara la maratona di Berlino (corsa 3 volte) che si disputa l’ultima domenica di settembre: in quel caso tocca allenarsi con i caldi estivi ed alcune volte la voglia di fermarsi è tanta.

Per la preparazione mi appoggio al Marathon Center di Brescia, dove sono seguito da Huber Rossi: aldilà del fatto che non ho competenze tecniche per “autoallenarmi”, non ho difficoltà ad ammettere che se non ci fosse Huber a motivarmi e darmi i piani di allenamento da rispettare, avrei qualche difficoltà a mantenere la costanza (di allenamento).

Come bilanci la preparazione con il lavoro/famiglia?
A mio parere la corsa è uno degli sport che meglio consentono di ottimizzare gli impegni privati “individuali” con la famiglia ed il lavoro: quando si corre non ci sono tempi morti (io esco di casa correndo), si pratica ovunque (è sufficiente portarsi le scarpe e qualche indumento non necessariamente tecnico) e quando si vuole (non c’è bisogno di aspettare compagni di squadra o cercare/ prenotare un “campo” libero). Vivendo in città, obiettivamente, è uno sport assolutamente compatibile con gli impegni principali. Inoltre ci sono anche gli effetti “collaterali”:  andare a lavoro, dopo un’ora di corsa mattutina, mi rende molto più energico; piuttosto che una gara a qualche centinaia di km di distanza oppure all’estero può essere l’occasione per una gita di famiglia alla scoperta di nuovi posti.

Un aggettivo per ogni maratona?

New York la definirei “Gratificante”: dopo la maratona quando giri la città con la medaglia al collo, ogni “NewYorkese” ti celebra con un “congratulations”  che ti fa capire l’impresa compiuta, indipendentemente dal tempo che hai impiegato; Berlino è “Competitiva”: percorso velocissimo, totalmente in pianura, strade larghe e dritte; a Berlino non si può non cercare di fare il “personal best”; Boston è “Calda”:  aldilà del clima (quando l’ho corsa la giornata è stata relativamente calda), lungo tutto il percorso si è incitati da un fiume di gente tra residenti, studenti e turisti venuti appositamente a vedere la gara,  poi quando si arriva in città praticamente è il pubblico a condurti al traguardo. Qui la maratona è un vero e proprio evento atteso tutto l’anno e il giorno della corsa è una vera e propria festa non solo per la città ma per tutta la contea ; Londra è “Eccitante”: ho avuto la fortuna di partire praticamente a ridosso dei top runner, una emozione unica. Allo start mi è arrivata una scarica di adrenalina che mi ha aiutato a correre al meglio una delle gare più sentite; Chicago è “Intrigante”: gara veloce, città affascinante, a Chicago si è tentati a “fare il tempo”, con il rischio di doversi fermare e addirittura non finire la gara. Ed infatti al primo segnale di allarme anche io mi sono concentrato sul concludere la gara piuttosto che continuare a cercare il personale Tokyo è “Organizzata”: il numero di volontari è impressionante, tutti hanno un compito preciso. È stata la prima volta che ho corso una maratone con le strade “pulite”: ci sono volontari ogni 50/100 metri pronti a raccogliere i tuoi scarti (bottiglie di acqua, gel consumati,…) 

Dopo aver completato queste maratone, quale consiglio daresti a chi vorrebbe correre il circuito?

Un suggerimento importante è quello di non ostinarsi a cercare il personal best su queste maratone, ma concentrarsi principalmente sul chiudere le gare. Questo per 3 motivi principali: Il fuso orario, il cambio di clima e di alimentazione sicuramente possono incidere sul fisico e quindi sulla prestazione, deludendo le proprie aspettative; È meraviglioso e unico godersi il contesto di pubblico e la gara, in quanto si tratta di maratone con una media di 40.000 partecipanti e centinaia di migliaia di spettatori lungo il percorso; Impegno economico e di tempo: fatta eccezione per Berlino, le distanze e i costi delle maratone USA e di Tokyo sono abbastanza impegnativi, mentre a Londra è molto difficile entrare, pertanto non è detto che ci sia una nuova chance di correre nuovamente (o almeno a breve) queste gare. Meglio arrivare al traguardo!

Qualche aneddoto o curiosità?
Tra la prima maratona nel 2012 e l’ultima ho perso 20kg! La corsa è stata l’occasione, o meglio mi ha dato l’opportunità, di migliorare lo stile di vita ed in particolare l’alimentazione. A Boston consiglio di rallentare in occasione del 13° miglio per non perdersi lo Scream Tunnel delle studentesse del Wellesley College

Prossimi appuntamenti?
Quest’anno tornerò a correre la maratona di Milano ad Aprile. Poi metterò la maratona da parte per concentrarmi su altri obiettivi su distanze più brevi.

Infine, hai qualche ringraziamento?
Le persone da ringraziare sono tante, a partire da mia moglie Silvia che mi ha spesso accompagnato con le figlie ed è la mia prima fan. Un ringraziamento particolare ed una dedica va al professor Giovanni Magliole, mio insegnante alla Scuola Militare Nunziatella, che per primo mi ha fatto scoprire la bellezza della corsa e mi hai insegnato l’importanza della tenacia e della costanza, elementi indispensabili per raggiungere un obiettivo come il circuito delle World Marathon Majors. 

Francesco oggi risiede a Milano. Ha corso complessivamente 16 maratone, tra le quali oltre le Majors anche Parigi, Venezia, Rotterdam dove ha realizzato il suo miglior tempo di 2:57:44. Per chiunque voglia contattare Francesco per approfondimenti la mail è francescoluongo@yahoo.com

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