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Intimidazioni ai giornalisti: il caso del giornale del Cilento in una tesi di laurea a Lisbona

Marianna Vallone • 06 giugno 2017 17:35

Nero su bianco le storie, i volti e le inchieste dei giornalisti che pagano con minacce e intimidazioni l'aver raccontato la verità: in una tesi di laurea magistrale anche il caso del giornale del Cilento e del suo cronista Luigi Martino. La presenterà Francesca Giachi, giovane studentessa di Venezia, attualmente residente a Lisbona dove sta terminando gli studi magistrali in giornalismo. Con il supporto della Faculdade de Ciências Sociais e Humanas e della Faculdade de Direito dell’università Nova di Lisbona, oltre a un gruppo consistente di giornalisti portoghesi, Francesca sta lavorando alla creazione di un osservatorio ispirato al lodevole esempio italiano di Ossigeno per l’Informazione, che monitora minacce e aggressioni a danno dei giornalisti. Una lente d'ingrandimento sul giornalismo che mette paura, e che non accontenta Caio e Sempronio. 

«Il progetto - spiega la studentessa - dovrebbe essere consegnato e presentato alla commissione (Fcsh/Nova) a marzo del prossimo anno, probabilmente insieme alla proposta di un prodotto giornalistico specializzato in giornalismo d’inchiesta e cronaca giudiziaria».

E in questo senso anche il giornale del Cilento racconterà la sua storia. Quella di Luigi Martino, giornalista di cronaca nera e giudiziaria, anche collaboratore del Corriere del Mezzogiorno, che tra aprile e luglio 2016 ha ricevuto più lettere anonime minatorie, alcune contenenti cartucce già esplose. Messaggi lasciati sull'auto o nel garage vicino casa: «Smetti o prima o poi muori»; e ancora: «Sappiamo chi sei e dove abiti giornalista spione. Smetti di rompere le palle alla gente. Te lo diciamo con le buone. Attento. Ma la smetti di rovinare la gente o vuoi morire così giovane? Pensaci».

Raccontare le verità fa spesso paura. Fa arrabbiare il potente di turno, mette in ansia l'amministratore. Infastidisce. Nel 2012 per aver utilizzato i termini «cricca» e «cravattari» in riferimento a delle indagini per una presunta vicenda di usura che aveva portato all’arresto di alcune persone a Camerota, Martino e il direttore Maurizio Troccoli, sono stati rinviati a giudizio dal gup del tribunale di Vallo della lucania per diffamazione a mezzo stampa. Un caso denunciato da Ossigeno per l'Informazione

 La tesi magistrale, Francesca la incentrerà sulle risposte di alcuni giornalisti minacciati. Attraverso le interviste, la studentessa analizzerà i racconti di chi spesso lavora in contesti difficili e insidiosi. Il risultato sarà un articolo multimediale in cui verranno raccontate le storie più rilevanti di giornalisti, trattate dell'Osservatorio italiano. L'obiettivo é la nascita nel panorama giornalistico portoghese (dove i giornalisti rispondono alla mancanza di tutela con l’autocensura, impoverendo così le pagine dei giornali e le menti del popolo), di un osservatorio che segua l'esempio di quello italiano. 

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