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Torre Orsaia, invalida al 100% le assegnano la casa e poi gliela negano: «E' troppo grande per lei»

Luigi Martino • 08 marzo 2013 17:14

La storia arriva da Torre Orsaia ed è simile a tanti altri casi italiani. Giuseppina Fumagalli è una donna nubile cilentana invalida al 100% accompagnata 24 ore al giorno da una badante stipendiata dallo Stato italiano. Giuseppina percepisce la pensione di invalidità secondo la legge 104. Alla donna, alcuni anni fa, le sono stati amputati i piedi causa il diabete alto. Giuseppina è perennemente seduta sulla propria sedia a rotelle.

Sergio, il nipote, ha preso in mano la situazione per cercare di migliorare le sorti della zia. La famiglia ha iscritto Giuseppina nella gradutoria comunale per l'assegnazione di una casa popolare. Giuseppina nonostante i problemi vuole cominciare a vivere una vita propria. Sergio presenta i documenti necessari al comune e la zia entra fra i primi posti della graduatoria. L'alloggio nelle palazzine popolari gli viene assegnato e Sergio si porta verso il Comune di Torre Orsaia perchè ha bisogno della delega per il ritiro delle chiavi di casa che avviene a Salerno in via Alì numero 1 nella sede dell'Iacp, istituto dell'approccio centrato sulla persona. La delega viene rilasciata e Sergio parte per Salerno nel mese di febbraio.

«Sono arrivato negli uffici dell'Iacp - racconta Sergio al giornale del Cilento - ho presentato la delega che mi consentiva di ritirare le chiavi di casa e tutta la documentazione necessaria. Mi hanno fatto attendere in sala d'attesa - continua Sergio - dopodichè è venuto un impiegato e mi ha detto che non poteva assegnare l'alloggio a mia zia perchè la donna era sola e la casa è troppo grande per una sola persona». Sergio ha chiesto chiarezza, ma gli impiegati lo avrebbero invitato ad allontanarsi dagli uffici perchè non ci sarebbe stato comunque nulla da fare. Giuseppina Fumagalli vive ora con la famiglia del nipote nonostante è entrata in graduatoria per l'assegnazione di una casa popolare a Torre Orsaia. Sergio ha scritto una lettera per raccontare la storia della zia e l'ha inviata alla procura di Salerno e al presidente Napolitano.

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