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«Il più 'fico' del Cilento è quello essiccato»

Marianna Vallone • 08 maggio 2014 23:30

«Il Bianco del Cilento nella sua versione essiccata è una vera eccellenza della tradizione gastronomica locale, complice il clima marino dell'area di produzione». Parola del quotidiano nazionale 'La stampa' che nei giorni scorsi ha dedicato un articolo al fico bianco del Cilento. «Definiti 'pane dei poveri' nell'antichità, i fichi secchi nel corso dei secoli si sono trasformati in un alimento pregiato - scrive la giornalista Eleonora Autilio - che contraddistingue la tradizione gastronomica del Cilento. Persino Catone e Varrone li citano nei loro scritti spiegando che venivano utilizzati nel Cilento e nella Lucania per sfamare la manodopera che lavorava nei campi. Le origini così antiche e la grande diffusione nel territorio hanno reso la loro produzione un'usanza estremamente radicata che, con il passare del tempo, si è evoluta in una vera e propria attività commerciale che li ha resi, ai giorni nostri, un'eccellenza della gastronomia locale».

Il fico «Grazie alla presenza del mare - continua la giornalista - che garantisce temperature sempre miti, agli appennini che formano una barriera naturale al passaggio delle fredde correnti del nord-est, oltre alla fertilità del terreno e ad un ottimale regime pluviometrico, i fichi del Cilento sono un vera prelibatezza e, soprattutto, sono realmente unici. Si tratta, infatti, di un prodotto derivato dalla varietà Dottato, cultivar pregiato diffuso nel Mezzogiorno, che nel Cilento ha sviluppato peculiarità che hanno dato origine ad un ecotipo specifico. Prende il nome di Bianco del Cilento e, nella sua versione essiccata, ha meritato la tutela del prestigioso marchio Dop. Il fico secco locale, infatti, è una vera prelibatezza che deve la sua particolarità alla buccia di colore giallo chiaro uniforme che scurisce soltanto in caso di cottura in forno».

La ricetta «Spesso commercializzati al naturale, confezionati in diverse forme, o all'interno di ceste in materiale naturale, o ancora infilzati in stecche di legno parallele che formano le "spatole" o "mustaccioli", i fichi bianchi del Cilento essiccati vantano anche numerose varianti ideate per ampliare la gamma dell'offerta e renderli ancora più gradevoli per ogni palato». La giornalista spiega che «si possono trovare, ad esempio, fichi farciti con mandorle, noci, nocciole, bucce di agrumi o semi di finocchietto, tutti prodotti della zona di origine, o se ne possono acquistare ricoperti di cioccolato, oppure immersi nel rum. Una delle varianti più apprezzate, soprattutto per la versione farcita, è quella cotta in forno dopo l'essiccazione, mentre quella più rara e più pregiata è quella dei fichi mondi, quelli senza buccia, caratterizzati da un sapore molto delicato ed un colore chiarissimo tendente al bianco puro».

Leggi l'articolo completo su Lastampa.it

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