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PASSATO Acciaroli, anno 1965 si rievocava “Lo Sbarco dei Saraceni”

Giancarla Pisani • 08 agosto 2011 08:39

Non sono bastati 46 anni per cancellare dalla memoria degli acciarolesi e di tanti vacanzieri  quello che fu l’evento degli eventi della Costiera Cilentana: Lo Sbarco dei Saraceni. La prima edizione della suggestiva rievocazione storica di ebbe nel 1965 quando un Comitato Cittadino di Acciaroli presieduto da Angelo Petillo, decise di mettere in scena uno dei momenti più cruenti della storia della marina. Tre anni dopo, la direzione dell’evento passò nelle mani di D’Amore, presidente della Pro Loco di Acciaroli, e la magica manifestazione diventò la storia dell’estate. Non era acciarolese D’Amore, veniva da Portici, ma aveva scelto questa località perché appassionato di mare e caccia. Grande amante della buona compagnia non esitò a dirigere la Pro Loco per molti anni riuscendo a coinvolgere  amici, parenti, vacanzieri e abitanti del posto. Il copione dello “Sbarco dei Saraceni” era semplice e suggestivo. Tutti i partecipanti erano stati divisi in due gruppi. Il primo doveva rappresentare i pirati del mare che arrivavano, saccheggiavano e rapivano le fanciulle del paese. Il secondo era composto dai veri abitanti di Acciaroli che reagivano all’attacco ed in fine si riappropriavano della loro marina. L’intera scenografia fu ambientata nelle limpide acque antistanti la Chiesa dell’Annunziata. “il Porto non esisteva, c’era un grande muro che sorreggeva la Chiesa e due semplici passerelle che delimitavano le acque, la prima a ridosso della Chiesa, la seconda al lato opposto” racconta Bruno Tipaldi  e mostra con gioia una foto dell’epoca che presenta un mare calmo sotto la Torre Normanna diroccata dove sono ormeggiate barche con magnifiche vele. Qui era previsto lo sbarco e la battaglia iniziale. La scenografia fu accurata, infatti furono costruite tante piccole sagome di barchette di legno sorrette in acqua da boe. Nel momento in cui i saraceni sbarcavano le barche dovevano essere incendiate e dietro la Torre Normanna imponenti fuochi d’artificio dovevano simulare l’attacco, il fuoco, la paura e la disperazione dei tempi passati. Arrivavano così i saraceni ad Acciaroli tra fuochi e fiamme e la prima battaglia con gli abitanti del posto era vinta dai pirati del mare. Questa era la prima parte del copione della manifestazione che prevedeva anche la presenza di una voce narrante col compito di descrivere fedelmente la tragedia del passato. Fu affidato ad Antonio Cucco il compito di raccontare e, microfoni ed altoparlanti di allora, fecero rimbombare la sua voce nella marina. “Sbarcarono nel fuoco i saraceni e ci attaccarono. Noi acciarolesi dovevamo perdere  la battaglia iniziale ma da calci e ceffoni finti si passò spesso ad altri veri e reali perché  reagimmo con forza e la battaglia diventò seria con tanto di ovazioni,pugni e spintoni.” Ricorda Marco Petillo. Cucco raccontava mentre il Paschà sbarcava ad Acciaroli. Aveva vinto e veniva portato in trionfo per le strade. Era impersonato da Mariolino Rascio che con fare autoritario si impossessava della bella Acciaroli e delle sue fanciulle. Nel piazzale dell’attuale Porto fu costruita una piattaforma galleggiante e qui il Pascha potè assistere ai balli ed alle grazie delle donne acciarolesi divenute le sue nuove odalische. “Le stoffe per i vestiti furono acquistati a Resina e secondo le direttive della scenografa furono cuciti gli abiti” racconta Nicola Amendola ricordando i bei tempi. A guardare le foto di allora le odalische acciarolesi mostrano una bellezza superba ed audace. Sono forti, giunoniche ed intriganti. Sdraiate ai lati del Pascha  rappresentano il trofeo più emozionante che si fosse potuto conquistare. Lo Sbarco dei Saraceni si concludeva con la battaglia finale che vedeva gli abitanti di Acciaroli riappropriarsi del paese. L’evento durò molte estati e fu fatto coincidere anche con l’inaugurazione del Porto. Dal 1965 alla fine degli anni ’70 i tempi cambiarono velocemente ed il progresso arrivò in fretta. Resta oggi il ricordo di una manifestazione imponente,curata ed innovativa di tempi belli e lontani. “Da rifare” affermano insieme Stefano Pisani,sindaco di Pollica e l’assessore Antonio Vassallo. Erano anni che lasciavano presagire  cambiamenti e sviluppo come ama ricordare il professore, Marco Petillo, attraverso  le parole del nonno: “Quanti turisti! Oggi sulla spiaggia ho contato quasi 100 ombrelloni!”.




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