Condividi

Sgominata banda di truffatori telematici: vittima anche una donna di Camerota

Redazione • 08 febbraio 2018 09:30

I carabinieri di Treviso hanno sgominato un'organizzazione di truffatori che apriva conti correnti con il solo scopo di acquistare beni di lusso senza mai pagare il debito all'ente erogatore di denaro e ai commercianti. Quattro le persone arrestate, tutti italiani e 10 denunciati a piede libero. Vittime Poste Italia, concessionarie di auto e imprenditori del centro-nord Italia. Alcuni di questi conti correnti erano stati aperti utilizzando documenti falsificati e generalità di una donna di Camerota.

In Procura
L'indagine dei carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della Procura in collaborazione con i colleghi del Comando provinciale di Treviso è stata coordinata dal procuratore capo Antonio Fojadelli. L'operazione vede impegnati 60 militari di Treviso, Venezia, Udine, Vicenza e Parma. Le indagini sono iniziate nel gennaio scorso in seguito a varie denunce di vittime dell'organizzazione, che aveva fatto in pochi mesi truffe per 600 mila euro. 

Le persone arrestate
Gli indagati seguivano lo stesso modus operandi: attraverso documentazione falsa aprivano conti correnti e poco dopo dei finanziamenti per acquistare merce da pagare a rate. Ma i debiti non sono mai stati onorati né con gli imprenditori né con le Poste.A finire in manette sono stati tre uomini ed una donna.

Fabiola De Antoni, 28 anni, di Teglio Veneto (Ve), e Filippo Carreri, 43 anni, di Taranto, erano coloro che in sostanza attuavano la prima fase della truffa: lavorano per ottenere i codici fiscali riconducibili a persone inesistenti e produrre carte d'identità false. Tobia De Antoni e Luca Pastrello, rispettivamente di 33 e 38 anni, il primo di Palazzolo dello Stella (Ud) il secondo di San Donà di Piave (Ve) si occupavano invece di accendere i conti correnti postali utilizzando i codici fiscali fasulli. L'anello di congiunzione era un dipendente dell'Agenzia delle Entrate del Veneziano cui si rivolgevano per ottenere i codici fiscali falsi, denunciato a piede libero.

Sono stati 93, infatti, i codici fiscali intestati a persone inesistenti rilasciati da quest'ultimo. Tra aprile 2009 e ottobre 2010 l'organizzazione è riuscita ad accendere, esibendo documentazione falsa, 70 conti correnti postali sui quali sono stati concessi 56 prestiti "banco posta" per un ammontare complessivo di circa 300mila euro. I prestiti erano di valore non particolarmente elevato, dai 4mila ai 7mila euro. Con i finanziamente ottenuti compivano anche truffe ai danni delle concessionarie, di mobilifici e società finanziarie. Sono riusciti ad ottenere anche leasing per quattro auto di grossa cilindrada, Bmw e Mercedes, per un valore complessivo di 250mila euro: le auto sono "sparite" - si pensa all'estero - nel giro di pochissimo. Cosa simile avveniva per i mobili: li acquistavano con pagamenti rateali che poi non onoravano.

Condividi