Condividi

Capaccio, riapre al pubblico il museo narrante di Hera Argiva

Lucia Cariello • 09 maggio 2013 17:46

Riapre al pubblico il museo narrante di Hera Argiva. Chiuso a causa della spaventosa alluvione del novembre 2010 che inondò diverse sale, finalmente riaprirà i battenti entro l'estate. Le acque del fiume Sele, infatti, allagarono il piano inferiore della struttura, mettendo fuori uso i sistemi palmari, informatici e l’impianto elettrico. Adesso finalmente la riepertura.

Ad annunciarlo l’architetto incaricato del progetto di ristrutturazione Rosalba De Feo. La Soprintendenza ha proceduto, con una spesa di circa 50mila euro, a due interventi fondamentali: sostituzione degli infissi e ripristino della rete multimediale. «Procederemo alla messa in sicurezza dell’edificio e alla riattivazione della funzione narrante - ha dichiarato Rosalba De Feo - la priorità resta quella di ridare funzionalità al museo narrante prima possibile».  Ci vorranno circa 40 giorni per completare i lavori, al termine dei quali il museo tornerà finalmente fruibile ai visitatori e alle tante scolaresche che, durante tutto l’arco dell’anno, visitano il complesso.

Il museo Ospitato in una masseria degli anni '30 del secolo scorso è una struttura espositiva che introduce il visitatore alla scoperta di uno dei luoghi più importanti e suggestivi della Magna Grecia. Il percorso di visita, che utilizza sia strumenti di tipo tradizionale sia video-installazioni, prodotti multimediali e ricostruzioni virtuali interattive, si sviluppa come la trama di un racconto che guida il visitatore alla scoperta del santuario. Alla ricostruzione del paesaggio antico della foce del Sele è dedicata la sala di apertura che mostra le variazioni paleoambientali e fornisce la scenografia naturale che faceva da sfondo al santuario. La storia della ricerca archeologica è illustrata all’interno di una sala in cui su due schermi a muro e su un video a pavimento scorrono immagini sincronizzate che illustrano il progredire delle esplorazioni, dando al visitatore l’impressione di assistere alle scoperte dal bordo del cantiere di scavo. Una scala elicoidale, lungo la quale sono appese le riproduzioni delle statuette fittili dedicate alla dea, conduce il visitatore, accompagnato dalle voci e dai suoni dei devoti, al piano inferiore, ad un punto di osservazione dell’area archeologica. Al piano superiore una sala ospita la ricostruzione degli interni del cosiddetto edificio quadrato, che, ubicato nei pressi del tempio principale, era destinato con probabilità alla tessitura dei pepli da offrire alla dea.

©Riproduzione riservata

 

Condividi