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La lettera del nuovo vescovo di Teggiano - Policastro ai fedeli: "Affido alla Vergine di vegliare, sostenere e guidare ogni passo del mio ministero"

Di Marianna Vallone • 10 gennaio 2012 16:06

Consacrato lo scorso 7 gennaio vescovo della diocesi di Teggiano- Policastro, Antonio Maria De Luca con una lettera saluta i suoi nuovi fedeli.

La lettera. Io rendo continuamente grazie per voi al mio Dio, a motivo della grazia che vi è stata data in Cristo Gesù. In lui siete stati arricchiti in ogni cosa, in ogni dono di parola e in ogni conoscenza, per la testimonianza di Cristo, che è stata confermata tra voi. Così che non vi manca alcun dono, mentre aspettate la manifestazione del Signor nostro Gesù Cristo». (1 Cor. 1,4-8). 

La Chiesa celebra oggi il Battesimo di Gesù, momento inaugurale del suo ministero pubblico. Questo evento costituisce la solenne proclamazione della missione di Cristo, aprendo uno sprazzo di luce sul mistero della sua persona. Non si tratta solo della manifestazione di Gesù al mondo, ma anche della rivelazione del volto nascosto di Dio all’umanità! Al Giordano, per la prima volta, il Cielo si “lacera” per elargire lo Spirito (Mc 1,10), dando realizzazione all’invocazione di Isaia: « Se tu squarciassi i cieli e discendessi» (63,19). In Gesù contempliamo il volto del Padre ed il dono del suo Spirito. Subito lo stesso Spirito spinge Gesù – anzi “lo scaraventa” afferma Marco (cf 1,12) – nel deserto e poi nell’annuncio del Regno: quasi a dire che non c’è manifestazione o conoscenza autentica del Padre che non sfoci in una proclamazione esplicita del Vangelo.

Il Battesimo è allo stesso tempo momento rivelativo, carismatico e missionario. Contemplazione del volto di Dio, sottomissione alla voce dello Spirito e proclamazione del Vangelo sono i tre eventi del Battesimo di Gesù, che la liturgia di oggi mi consegna come modello per il mio ministero episcopale. In questo giorno, per me ricco di grazia, intendo insieme a voi rivolgermi alla SS.ma Trinità, rendendo grazie al Padre, Figlio e Spirito Santo per il dono ricevuto dal Successore di Pietro, di “presiedere nella carità” la Chiesa di Teggiano-Policastro. La comunione col popolo santo di Dio edifica la mia missione pastorale, difatti: «La comunione al mistero trinitario si esprime sempre nella missione. Questa è il frutto e la conseguenza logica della comunione». (Pastores Gregis, 22)

Il mio ringraziamento va al S. Padre Benedetto XVI, a cui prometto la mia obbedienza incondizionata, in una fedeltà generosa e creativa. Manifesto vivissima e profonda gratitudine a Lei Eminentissimo Padre, Signor Cardinale Crescenzio Sepe, per la pienezza del sacerdozio ricevuto mediante l’imposizione delle sue mani e la preghiera di consacrazione. Lo stile e lo spirito pastorale con il quale vostra Eminenza serve la Chiesa di Napoli costituisce uno stimolo ed un mònito per il mio servizio episcopale. I legami di affetto e di stima si consolidano in una comunione ecclesiale che, a partire da Lei, raggiunge i carissimi Vescovi ausiliari, i presbiteri, i religiosi e tutto il popolo santo di Dio, in questo tempo speciale del post-giubileo. Ringrazio il Nunzio Apostolico in Italia, Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Adriano Bernardini e i collaboratori della Nunziatura Apostolica in Italia per la cordialità che mi ha manifestato nei vari incontri e circostanze.

Rivolgo un particolare e fraterno saluto agli Eccellentissimi Vescovi con-conconsacranti: al carissimo confratello e amico, l’Arcivescovo Joseph Tobin, Segretario della Congregazione per gli istituti di vita consacrata, già Superiore Generale dei Missionari Redentoristi negli anni in cui ho servito la Provincia Religiosa come Superiore dell’Italia Meridionale; al Vescovo Angelo Spinillo, pastore di Aversa e amministratore apostolico della Chiesa di Teggiano-Policastro, dico “grazie” per l’accoglienza e l’aiuto che mi ha elargito fin dal primo momento della mia nomina. Il ricordo grato e fraterno va anche ai predecessori nel governo pastorale della diocesi: Mons. Bruno Schettino, ora Arcivescovo di Capua, e Mons. Francesco Pio Tamburrino, ora Arcivescovo di Foggia-Bovino. Saluto e ringrazio gli Arcivescovi e Vescovi della Conferenza Episcopale Campana: mi presento a voi come fratello bisognoso di aiuto e sostegno che - sono certo - non mi farete mancare. Nella comunione con voi sperimenterò la bellezza dell’unità, nel Corpo mistico di Cristo che è la Chiesa.

Un fraterno ringraziamento anche agli altri Vescovi che hanno voluto onorarmi con la loro presenza e preghiera e particolarmente i Vescovi provenienti dal Madagascar, Mons. Antonio Scopelliti, Vescovo di Ambatondrazaka e Mons. Gaetano Di Pierro, Vescovo di Moramanga, ai quali sono legato da vincoli di amicizia e stima. Non sarà mai abbastanza il sentimento di gratitudine per l’aiuto e l’incoraggiamento che hanno mostrato verso i tanti progetti intrapresi dai Redentoristi per la splendida Chiesa del Madagascar. Alla Congregazione del SS.mo Redentore e a tutti i miei confratelli, qui rappresentati dal Vicario Generale, dal Presidente della Conferenza d’Europa (Jacek Zdrzalek), dai Provinciali di Roma e Napoli, e dai confratelli della Comunità internazionale di Roma e dalle comunità sparse nell’Italia Meridionale, dai laici redentoristi: il ringraziamento per la loro vicinanza. Ai cari amici sacerdoti dell’Arcidiocesi di Napoli e delle diocesi vicine rivolgo il mio ringraziamento per la cordialità e la fiducia riposta nella mia persona. Il vostro generoso servizio pastorale e la vostra dedizione all’edificazione del Regno di Dio mi sono di modello.

Porto vivo con me anche l’affetto e il calore dei sacerdoti del XIII Decanato, e i cari fedeli della Parrocchia del SS. Crocifisso di Torre del Greco, accorsi numerosi. Alle persone della Vita consacrata, ai responsabili degli organismi regionali e diocesani di CISM, USMI e CIIS, a religiosi, religiose, istituti secolari, ordo virginum, va il mio saluto per la coraggiosa testimonianza nell’annuncio del Vangelo, in un clima reso talvolta ostile da prospettive di vita che pretendono di fare a meno di Dio. La Chiesa si attende da noi inedite e sorprendenti modalità di testimonianza del primato di Dio, ed un rinnovato entusiasmo nella sfida della nuova evangelizzazione. A tal proposito il nostro Arcivescovo, durante la celebrazione dell’Anno Giubilare per la nostra Diocesi, ci ha costantemente ricordato l’efficacia e il grande valore educativo che dobbiamo riporre nell’attenzione alla “pedagogia dei segni concreti” Durante il servizio come Pro-vicario per la vita consacrata nell’Arcidiocesi, ho sperimentato la presenza paterna ed incoraggiante del p. Filippo Grillo, a cui rinnovo il mio affetto e la mia gratitudine.

All’Arciconfraternita della SS. Trinità dei Pellegrini e al Delegato arcivescovile Dott. Oreste Ciampa che la guida, va il saluto e l’auspicio di una rinnovata effusione dello Spirito, sorgente di comunione ecclesiale nella carità. Alla Chiesa di Teggiano-Policastro confermo i vincoli di unità e di carità: vengo tra voi per essere il “collaboratore della vostra gioia” (2 Cor 1,24). Siete giunti numerosi dalle varie parrocchie della diocesi, vi abbraccio tutti e vi benedico! Sento grave il monito dell’insegnamento della Chiesa: «ogni Vescovo è conformato a Cristo, per amare la Chiesa con l'amore di Cristo sposo e per essere, nella Chiesa, ministro della sua unità » (Pastores gregis 13). Se è vero che la diocesi ha bisogno di un vescovo, è altrettanto vero che ogni vescovo ha bisogno della vicinanza della sua gente, per essere per tutti guida e sostegno. Soprattutto a voi, cari giovani di Teggiano-Policastro, rivolgo un caro abbraccio. Non siete soltanto il futuro, ma anche il presente straordinario della Chiesa di Cristo: a Lui guarderemo insieme, certi che ci farà progredire nella sua conoscenza e nel suo amore. Ai cari sacerdoti, ai religiosi e religiose, ai diaconi ed ai seminaristi di Teggiano-Policastro chiedo di accogliermi con carità e pazienza, instaurando un clima di serena collaborazione e di vicendevole rispetto. [«La Chiesa particolare, è una comunità di fedeli affidata alla cura pastorale del Vescovo cum cooperatione presbyterii.

Esiste, infatti, tra il Vescovo e i presbiteri una communio sacramentalis in virtù del sacerdozio ministeriale o gerarchico, che è partecipazione all'unico sacerdozio di Cristo e pertanto, anche se in grado diverso, in virtù dell'unico ministero ecclesiale ordinato e dell'unica missione apostolica» (Pastores gregis 47)]. Cari sacerdoti vi assicuro la condivisione, la preghiera ed il sostegno nella cura pastorale delle comunità a voi affidate, e nei diversi ambiti di servizio nei quali annunciate il vangelo. Tra pochi giorni sarò tra voi e con voi. Mi accompagna il Vescovo e Dottore della Chiesa Alfonso de Liguori, del quale celebriamo quest’anno il 250mo anniversario della sua elezione all’episcopato. Egli scrive nel suo libretto “Riflessioni utili ai Vescovi”: «i buoni sacerdoti sono il braccio del vescovo, senza cui non potrà mai vedere ben coltivata la sua Chiesa; al che molto giova che egli procuri di dimostrare tutta la sua benevolenza verso i sacerdoti…». Alla mia famiglia: grazie per aver sempre sostenuto ed incoraggiato il mio percorso vocazionale con la testimonianza, la preghiera e l’affetto.

A mio papà, ormai anziano, l’espressione della mia gratitudine per la laboriosità e l’impegno trasmessi col suo esempio. Indelebile resta il ricordo di colei che mi ha generato alla vita ed alla fede, e che in questo momento dal cielo prega e gioisce per me. Non dimentico, infine, i Signori Sindaci delle Amministrazioni comunali della Diocesi, e tutti gli altri Rappresentanti delle Istituzioni civili e militari di ogni ordine e grado, e tutti coloro che sono in comunione spirituale e di preghiera attraverso le emittenti televisive. Abbiamo vissuto questo evento di fede anche grazie all’impegno organizzativo profuso dal Vicario per la Liturgia e Cerimoniere dell’Arcivescovo, Mons. Salvatore Esposito e dai suoi collaboratori, ai quali va il mio grazie riconoscente. Su voi tutti, amici e conoscenti convenuti da diverse parti, imploro dal Padre celeste il dono consolante della sua benedizione. Affido la mia missione episcopale ai santi Alfonso Maria de Liguori, Gerardo Maiella, Cono e Pietro Pappacarbone, e soprattutto alla Vergine e Madre del Perpetuo Soccorso. Sia Lei a vegliare, sostenere e guidare ogni passo del mio ministero. Grazie!

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