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«A Vallo della Lucania sorgerà un nuovo stadio in zona protetta Parco del Cilento»

Luigi Martino • 10 gennaio 2014 09:19

Il progetto è pronto e i lavori dovrebbero partire a breve. Per la costruzione del nuovo stadio all’interno del territorio del Parco del Cilento è tutto pronto, o quasi. La notizia è stata resa nota dal comitato ‘Salviamo il paesaggio del Vallo di Diano e Alburni’. «Lo stadio - secondo il gruppo - sarà dotato di parcheggi e altre strutture». Ma ci sarebbe un problema: il terreno rientra nella zona ‘C’, ovvero in un’area protetta dove non è possibile costruire. Lo prevede il piano urbanistico di Vallo della Lucania. Di fatto la zona C si riferisce ad ambiti caratterizzati dalla presenza di valori naturalistici ed ambientali connessi con particolari forme colturali, produzioni agricole e modelli insediativi. Ed è proprio un articolo del Parco, il numero 14, che chiarisce questi aspetti.

Questo è la lettera redatta dal ‘Comitato salviamo il paesaggio Vallo di Diano e Alburni’. La pubblichiamo integralmente:

«L’impianto sportivo (nuovo stadio) previsto nel piano urbanistico adottato dall’Amministrazione del Comune di Vallo della Lucania, riguarda uno stadio comprensoriale (previsto nel PTCP alla frazione Vallo Scalo nei pressi della stazione ferroviaria) per “7.500 spettatori, dotato dei parcheggi opportunamente dimensionati. Inoltre l’area potrà contenere, attrezzature, servizi e quanto necessario a rendere la struttura utilizzabile e fruibile per periodi più lunghi e fasce temporali diversificate”. Sembra scritto apposta per la previsione di nuovi stadi della legge di stabilità 2014, tanto caldeggiata dall’Associazione dei Costruttori Italiani.
L’area di riferimento riguarda un uliveto intensivo tutt’ora produttivo e coltivato ad alta valenza paesaggistico-ambientale come indicato negli elaborati di analisi dei progettisti del Piano. Una evidente contraddizione in termini degli stessi progettisti che annunciavano già nel preliminare del piano urbanistico “accordi ed intese con l’Ente Parco”, ad oggi inesistenti.

Più che un Parco Nazionale, il Parco del Cilento Vallo di Diano ed Alburni sta diventando un “Parco Giochi“, dalle piste da sci sul Cervati in zona di massima tutela, (con Manuela Di Centa che annunciava con il Presidente della Provincia Cirilelli le particolari condizioni “favorevoli all’istallazione di un impianto per gli sport invernali”), agli Stadi di calcio con annessi e connessi in zona di protezione del Parco, dagli insediamenti eco turistici a Trentova, alle traversate “estreme” del progetto “Cilento no limits” finanziato dalla Regione Campania per oltre 300 mila euro.
La previsione dello STADIO appare un ulteriore perdita di valore del territorio che non sa riconoscere il suo PATRIMONIO fatto di bellezza e paesaggio, “dove tutto è possibile”, ma senza SPRECHI di denaro e valore dei territori che abbiamo in cura per le future generazioni. Il Comitato locale “Salviamo il Paesaggio difendiamo i territori” del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, denuncia questa previsione e annuncia ricorso in tutte le sedi possibili perché nel momento in cui l’Italia perde oltre 75 ettari al giorno, sommersi da colate di cemento, e  600mila ettari di suolo produttivo ed agricolo scomparsi negli ultimi cinquant’anni, ogni ulteriore perdita di suolo agricolo, soprattutto nelle aree protette del paese, è un peso non più sostenibile.

Secondo alcune associazioni ambientaliste, il Parco del Cilento, è una delle aree protette con maggiore abusivismo e al contempo con il maggiore rischio frane e alluvioni, per colpa  della continua distruzione del suolo agricolo, ma anche della trasformazione di fiumi in strade e della scomparsa di antiche culture contadine e opere di manutenzione come quella dei muretti a secco. Non è più pensabile che tra ipotetici accordi tra chi deve tutelare e chi vuole speculare, si possa continuare a distruggerci un bene comune come il Paesaggio sancito e tutelato dall’articolo 9 della Costituzione».

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