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Area marina protetta a Camerota, l'appello: «Le autorità accompagnino verso il cambiamento, la repressione danneggia»

• 12 agosto 2014 13:07

Una lettera giunta in redazione da parte di un noto operatore turistico di Camerota, da anni impegnato anche nel sociale e in ruoli di gestione dei servizi. Eccola pubblicata integralmente.

di Salvatore Saggiomo

Siamo stati i primi, per anni a tutelare le nostre bellezze naturali e contiunuiamo a farlo. E se oggi questa costa è una istituenda Area Marina Protetta è merito di chi l’ha saputa mantenere così. Il preambolo è necessario. Oggi si legge sui giornali che la Guardia Costiera fa scattare i blitz sulla costa dopo una lunga campagna di sensibilizzazione. Sono stati multati decine di diportisti ecc. ecc.

Perché era necessario il preambolo? Perché noi di Camerota, operatori piccoli o grandi ma soprattutto gente del posto gradiremmo non leggere queste notizie. Noi che con il turismo ci campiamo non possiamo consentire che i nostri ospiti siano cacciati dalle spiagge dell’A.M.P. perché troppi oppure che diportisti vengano multati perché dentro l’area di massima tutela. Perdonate ma questa è repressione. Non perché non si debbano multare i trasgressori o perché siamo contro le regole da rispettare ma perché come per tutte le nuove disposizioni i fruitori vanno accompagnati verso il cambiamento, verso un nuovo modo di navigare anche e soprattutto dando informazioni sul posto. E’ un impegno oneroso, si capisce ma quando si decide di gestire lo si deve fare nell’indirizzo prefisso che è la tutela ambientale ma soprattutto la vocazione del territorio che è quella di vivere di turismo.

L’articolo parla di una lunga campagna di sensibilizzazione della Guardia Costiera. Io non vedo cartellonistica sui porti limitrofi e su quello di Marina di Camerota che comunica la maniera di navigare e di fruire dell’A.M.P., non ci sono opuscoli sufficienti per informare e sensibilizzare i fruitori. Al di là di noi cittadini di Camerota e forse di Scario che abbiamo sentito parlare di nuove regole, io penso che più di tutti vanno informati coloro che risiedono nei porti, coloro che noleggiano, che insomma ogni giorno accendono i motori e vanno alla scoperta dell’A.M.P. E allora la giusta pratica di governo deve prevedere il mantenimento e la valorizzazione della meravigliosa prateria di posidonia, pianta acquatica di notevole importanza ecologica che protegge la linea di costa dall'erosione, così come dice il tenente di vascello Saverio Coco, comandante del Circondario marittimo di Palinuro sul giornale ma soprattutto, egregio tenente anche la sensibilità di capire che in questa area si lavora di turismo e che il turismo è un motore trainante dell’economia locale.

La politica di repressione allontana diportisti e turisti e noi di Camerota questo non possiamo permettercelo. Sarebbe stato necessario che l’Ente Parco , la Capitaneria di Porto ed il Comune di Camerota si fossero organizzati con  una programmazione già in primavera, anche quando ancora non era ufficiale il regolamento ma se ne conoscevano le bozze (i regolamenti sono un po’ uguali in tutte le A.M.P. tranne in specifici casi). Avreste dovuto avviarla questa A.M.P., avreste dovuto accompagnare i fruitori verso una nuova maniera di vivere la costa, avreste dovuto preoccuparvi di come una area protetta potesse essere un ulteriore volano per il turismo. Ma se gli enti sono assenti, capisco pure lei tenente che non può fare altro che piombare sulle spiagge e cacciare via i turisti. Ma questo a noi non ci fa bene. Io penso che già così si può dichiarare fallita la prima esperienza di gestione di una nuova opportunità che per mancanza di concertazione ha creato danno alle imprese che vivono di turismo.

Che si ricevano riconoscimenti non basta se poi questi non si traducono in opportunità. Che la costa degli Infreschi sia tra le meraviglie d’Italia lo sapevamo noi, lo sanno in tanti che da oltre sessant’anni scelgono di venire qui in vacanza, lo sanno gli organi di tutela nel mondo. Non ci sorprende essere insigniti di riconoscimenti, ci sorprende, come nel 2014 non ci sia nelle menti di uomini delle amministrazioni la capacità di tutelare, valorizzare ma soprattutto far produrre un territorio. Vi chiedo di fermare questi sbarchi sulle spiagge, gli arrembaggi alle imbarcazioni. Sono quindici giorni che poi ci porteranno ad una nuova stagione estiva, quella più calma. Oggi c’è l’invasione, bisogna contenerla, bisogna sovrintendere l’area evitando che prima raggiungono le spiagge i turisti e poi si mandano via. Se c’è da multare i trasgressori si faccia pure, se servono risorse si impieghino a limite con l’ausilio degli ormeggiatori del porto di Marina di Camerota che hanno mezzi, volontà e capacità. Si superi l’emergenza.

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