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Lettera: «Siringhe sulla spiaggia, incuria e intolleranza verso i napoletani. Accade a Sapri»

Redazione • 13 agosto 2014 18:54

Nando Silvestri, si presenta alla redazione, attraverso una mail, come cittadino casertano, lettore di questo giornale e docente universitario per denunciare uno «spiacevolissimo episodio», che sarebbe accaduto a Sapri. Ecco il testo integrale.

di Nando Silvestri

«Per taluni funzionari del Comune di Sapri (Salerno) i cittadini campani non sarebbero tutti uguali, ovvero, meritevoli di ascolto e rispetto. Difatti, lo scorso 9 agosto 2014 alle ore 10.15 circa, presso gli  uffici del municipio della città della Spigolatrice è emersa una disdicevole forma di pubblica disistima a sfondo discriminatorio nei confronti dei cittadini di Napoli e dintorni dinanzi agli astanti sbigottiti. La palese discriminazione si è sviluppata in occasione di alcune rimostranze che una corretta donna napoletana ha esternato nella veste di turista al sindaco del luogo Giuseppe Del Medico in ordine ad alcuni innegabili e gravi disservizi comunali. Le anomalie in oggetto sono state opportunamente documentate anche da una moltitudine di abitanti del luogo, a dir poco seccati dalla siderale sommarietà del governo cittadino. A finire nell’occhio del ciclone è stata la suggestiva e incantevole spiaggia di Santa Croce di Sapri, nota per le acque cristalline, per i mirabili resti di un antico porto romano e, da qualche tempo, anche per altri spiacevoli fregi. Tra essi sono state documentate innumerevoli siringhe usate, deiezioni di rom, cumuli di materiali edilizi di risulta come tegole, piastrelle e mattoni ridotti in cocci taglienti. Va segnalato che i suddetti ornamenti abbondano anche sui fondali antistanti la battigia, dalla quale fuoriescono pure insidiosi cappi d’attracco. Questi legami ai quali si assicurano probabilmente le barche d’inverno, sono impropriamente celati dalla ghiaia e dalla risacca, inducendo perciò comprovate fratture e dolorose cadute ai bagnanti. “Non ci sono risorse sufficienti per gestire la manutenzione della spiaggia di Santa Croce, né per illuminarla come accadeva un tempo. Se non vi conviene andate a villeggiare altrove oppure recatevi in stabilimenti a pagamento, del resto siete napoletani”, ha scompostamente tuonato ai bagnanti inferociti l’amministrazione di Sapri con l’avallo e il placet incondizionato del primo cittadino Giuseppe Del Medico. Alcuni esponenti dell’amministrazione saprese, peraltro assai difficili da definire, presenti nel Comune della città marittima all’atto del reclamo, hanno apostrofato con abbondante sufficienza, gesti di spregio e deploro lo spessore delle lamentele suddette per il solo fatto che esse, come è stato rilevato in quell’occasione, provenissero da turisti residenti nelle province di Napoli e Caserta. In definitiva, l’amministrazione comunale di Sapri, invece di assumersi le proprie responsabilità e incentivare l’economia collegata al turismo locale, per l’occasione,  ha pensato bene di mostrare i denti e di cimentarsi in una penosa prova muscolare. Difatti, amministratori vicini al sindaco e consiglieri hanno risposto alla protesta minacciando di controllare  e accertare la regolarità dei contratti di locazione degli stessi animatori della protesta. E’ stato così che lo scrivente, ospitato da alcuni anni in locali appartenenti alla cugina dello stesso sindaco Del Medico per brevi periodi di soggiorno estivo come risulta da regolare contratto, si è visto costretto a richiedere l’intervento dei carabinieri al solo scopo di chiarire l’accaduto alle autorità. Avvertiti i militari della sezione di Lagonegro (Potenza) prima e quelli di Sapri poi, i carabinieri sono subito accorsi per prendere atto delle ragioni della sonora lamentela verbalizzandone contenuti, testimonianze, nominativi e dichiarazioni di un consigliere comunale con delega alla polizia municipale, anch’egli sopraggiunto nei pressi della spiaggia di Santa Croce. Quest’ultimo statuiva pubblicamente che tutte le siringhe rinvenute su quella ed altre spiagge di Sapri non costituivano pericolo di sorta per i turisti in quanto, secondo fantomatiche analisi biologiche, appartenevano ad ammalati di diabete; il consigliere, inoltre, taceva sugli altri materiali dannosi incombenti sulla spiaggia in oggetto come polistirolo bollente, cocci taglienti e materiali edilizi di scarto contundenti. Sta di fatto che il sindaco della città grata a Carlo Pisacane era già stato avvertito del malcontento diffuso fra i bagnanti della spiaggia in oggetto attraverso un commento postato dallo scrivente sulla sua pagina ufficiale Facebook. Ma, piuttosto che correre ai ripari in tempi utili, il sindaco Del Medico ha preferito lasciare che la diatriba degenerasse. Più precisamente, nella nota postata dallo scrivente qualche giorno prima in occasione della visita a Sapri del celebre giurista Rodotà, si pregava sommessamente il primo cittadino di prendere atto dei succitati disagi spiegati in dettaglio e di provvedere quanto prima a fronteggiarli. Ma l’evidente esito infausto della segnalazione lascia intendere che gli amministratori, forse, usano  i social network solo per esaltare la propria autoreferenzialità. Stante le apprezzabili meraviglie del mare e della città di Sapri, valorizzate ulteriormente dall’attaccamento viscerale dei sapresi alla propria terra, episodi come quelli descritti generano sdegno e si configurano come stonate note sottoculturali che non dovrebbero mai avere luogo in un paese civile. Sdoganare incondizionatamente e solidalmente deiezioni di extracomunitari e rom trasferitisi talvolta in maniera stanziale sulla spiaggia di Sapri come hanno avuto modo di fare gli amministratori sapresi interpellati sull’argomento, non è sicuramente accettabile. Ancor meno plausibile è che gli stessi amministratori sapresi non si siano fatti troppi scrupoli ad umiliare pubblicamente i cittadini della Campania settentrionale, nonostante i loro preziosi apporti all’economia locale e l’inconfutabile fondatezza delle proprie istanze. Certe discriminazioni fra cittadini della stessa regione, legittimate dalle istituzioni locali con atteggiamenti come quelli segnalati risultano così barbare, grette, meschine e deprecabili da incoraggiare  gravi alterazioni dell’articolo 3 della Costituzione italiana prossime al razzismo. Che piaccia o no all’amministrazione comunale di Sapri, il sindaco, secondo quanto impone inderogabilmente il TUEL, quale rappresentante di governo ha l’obbligo di garantire la sicurezza e tutelare la salute di cittadini e bagnanti attraverso la predisposizione di idonei mezzi preventivi, a prescindere dai vincoli di bilancio imposti dal Patto di Stabilità, per quanto stringenti essi possano essere. Siccome tali accorgimenti non risultano ancora adottati dall’amministrazione della città della Spigolatrice, non resta che augurarsi che la diffusione delle incomprensioni fuoriesca dai programmi dell’amministrazione comunale locale per fare spazio ad una maggiore responsabilizzazione governativa più riconoscente e rispettosa dell’umana dignità. Per ora è sicuramente pollice verso!»

Ecco la risposta del sindaco Giuseppe del Medico

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