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Centola: l'Osservatorio per la Fauna Migratoria è abusivo. Rinviate a giudizio 4 persone. Il Codacons Campania richiede l'abbattimento

B. C. • 14 ottobre 2011 10:48

L'inchiesta. Adesso ci sono dei nomi. Dopo l’inchiesta sull’Osservatorio per la Fauna Migratoria di Centola il Pm Giancarlo Grippo ha disposto la citazione a giudizio per 4 persone accusate di aver realizzato l’Osservatorio per la Fauna Migratoria «in un luogo sottoposto a vincolo paesaggistico ricadente nella perimetrazione del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano in difformità rispetto al progetto definito dell’11 giugno 2003 ed alla successiva variante del 18 ottobre 2004 approvati in sede di conferenza di servizi, apportando in tal modo una modifica sostanziale dell’assetto urbanistico dell’area».  Si tratta del responsabile dell’ufficio tecnico del comune di Centola, del responsabile unico del procedimento e dei due legali rappresentanti delle ditte esecutrici dei lavori. I 4 citati in giudizio dovranno presentarsi presso il giudice Emilio Alessandrini il 17 gennaio 2012 per l’udienza comparazione. Quello che viene contestato è la collocazione dell’Osservatorio per lo studio della migrazione dell’avifauna. Infatti risulterebbe essere stato realizzato 50 metri più in alto rispetto ai progetti originari, oltre a ciò sono state realizzate modifiche prospettiche dell’intero edificio sia strutturali che formali. 

L'Osservatorio per la Fauna Migratoria. La costruzione dell’osservatorio doveva essere il secondo lotto del progetto “I Miti”, che consisteva nella realizzazione di un circuito sentieristico tramite il quale si poteva raggiungere l’Osservatorio. La struttura, secondo “Il Val Calore” doveva essere “Posto in prossimità del fiume Mingardo e a ridosso dell'incantevole visuale di Capo Palinuro, l'osservatorio permetterà di intercettare i flussi migratori di quelle specie volatili che percorrono le cosiddette rotte primarie frequentando le linee costiere ed i valichi montani del parco. Grazie alla variegata morfologia ambientale del territorio cilentano, l'osservatorio di Centola diverrà un vero e proprio laboratorio d'analisi del fenomeno migratorio nel Tirreno Meridionale".

L'appalto. Ad aggiudicarsi l’appalto l’A.T.I. “Sacco Vincenzo e Figli s.r.l. – SAVI s.a.s.” di Pontecagnano Faiano per un importo di 916.303,08. I lavori iniziano nel migliore dei modi, la struttura portante viene realizzata in poco tempo. Purtroppo la struttura non è mai entrata in funzione e, ad oggi, l’Osservatorio risulta abbandonato al degrado. 

La denuncia del codacons Campania. Nel procedimento giudiziario, tra le persone offese il Codacons Campania che in più occasioni ha denunciato lo sperpero dei fondi. Lo scorso mese di aprile il Codacons ha diffidato il comune di Centola, il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano e la Soprintendenza, per l“'ecomostro' costruito senza le autorizzazioni” chiedendo l’abbattimento dell’Osservatorio. L'avvocato Pierluigi Morena dell'ufficio legale del Codacons: “L'ecomostro va abbattuto. Lo impone la legge. È per questo che abbiamo diffidato Comune, Parco e Soprintendenza: lo Stato ha il dovere di ripristinare la legalità violata, solo così si potranno ripristinare luoghi sfregiati dalla cattiva gestione del territorio''.

Il sindaco. Ma l’allora sindaco del comune di Centola, Giovanni Stanziola, rispose così ad una domanda del Giornale del Cilento: 

D. Il Codacons, nel dossier presentato lo scorso anno, parla dell'uso di materiali "pesanti", oltre che della devastazione paesaggistica provocata dalla presenza di una struttura di 3 piani posta in "posizione dominante".
R. Non penso proprio sia così, anche perchè non riesco a capire il danno arrecato all'ambiente. Ripeto, sono valutazioni soggettive, che lasciano il tempo che trovano. Penso sia più utile concepire quella struttura come una risorsa, più che come un problema.

 

L'inchiesta del Giornale del Cilento:

L'uomo che (non) guardava passare gli uccelli. Storia di ordinario spreco di fondi europei. Parte 1

L'uomo che (non) guardava passare gli uccelli. Storia di ordinario spreco di fondi europei. Parte 2

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