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Giornata del Rifugiato, la festa a Torre Orsaia tra musica, giochi e testimonianze

M.V. • 15 giugno 2018 21:41

Giornata mondiale del rifugiato a Torre Orsaia tra testimonianze, musica e balli. Sono diverse le iniziative promosse dal progetto territoriale dello Sprar del Comune di Torre Orsaia. Valori, cultura e arte per condividere un confronto sui temi del viaggio, dell’esilio, della lontananza e delle opportunità. Due i momenti previsti. Si comincia alle 17:00 in piazza Padulo con una caccia al tesoro, rivolta ai più piccoli, nelle strade del centro storico per poi mangiare assieme la merenda. Alle 19:00 sarà offerto un aperitivo multietnico e si entrerà nel vivo della manifestazione con la musica degli Intrio e dei New Condor che accompagnerà i racconti di richiedenti asilo, le numerose testimonianze di altri cittadini stranieri presenti nel Comune e di chi in passato ha dovuto lasciare il proprio Paese per andare a cercare fortuna all’estero. Un lavoro collettivo che è soprattutto un’occasione di incontro e di dialogo per evitare l’imperdonabile errore di chiudersi nei confini della propria nazione e dei propri pregiudizi, un vaccino contro la paura delle differenze alla scoperta della bellezza della diversità.

L'evento si celebra il 20 giugno in tutto il mondo ed è promosso dalle Nazioni Unite. A Torre Orsaia l'iniziativa ha il patrocinio del Comune ed è stato realizzato grazie all’impegno numerose realtà associative del territorio: l’equipe di Torre Orsaia Accoglie del Consorzio La Rada, Cilento Youth Union, Associazione Laurenziana, Pro Loco di Torre Orsaia, Università Popolare del Cilento, Oltre il Castello, Forum dei Giovani di Torre Orsaia, Carmine Speranza ONLUS, Fondazione La Casa di Annalaura e la cooperativa Terra di Resilienza. 

Il piccolo comune di 2.280 abitanti ad agosto 2017 ha dato avvio ad uno Sprar, servizio per richiedenti asilo e rifugiati del ministero degli Interni e Anci, virtuoso e sostenibile approccio di accoglienza diffusa per migranti, ospitando quattro famiglie provenienti da Marocco, Ghana e Nigeria. Alle persone accolte viene data la possibilità di seguire un corso di lingua italiana, di partecipare a percorsi formativi introduttivi al mondo del lavoro, di avere consulenza di educazione civica sui propri diritti e doveri e un supporto psicologico per i momenti di fragilità emotiva che potrebbero presentarsi considerando le terribili storie personali che precedono l’arrivo sulle coste europee.

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