Condividi

Ogliastro Cilento scopre il cohousing: condividere casa e cultura con i migranti

Marco Santangelo • 16 luglio 2015 15:44

Ogliastro Cilento si mette in gioco e domani, alle 18.00 in via Panoramica 4 sarà inaugurato un centro di cohousing dedicato ai migranti richiedenti asilo della provincia di Salerno. Un’iniziativa intrapresa dal «Consorzio La Rada». Prenderanno parte all’incontro il sindaco Michele Apolito, la presidente del consorzio La Rada Elena Palma, il prefetto di Salerno Antonella Scolamiero, la presidente confcooperative Campania Maria Stasi, il coordinatore sociale di zona S8 Mario Ogliaruso, il referente Funky Tomato Giulia Bari, il presidente Fondazione comunità salernitana Domenico Credentino e il presidente nazionale Cgm Stefano Granata.

Il centro sarà battezzato «Ogliastro Accoglie». L’obiettivo del Consorzio La Rada e delle cooperative associate Prometeo 82, La Città della Luna, Insieme a Piazza S. Giovanni e Sisaf è quello di offrire, agli ospiti e all'intera comunità di Ogliastro Cilento, uno spazio di welfare generativo che sappia valorizzare la dignità e le potenzialità di ciascun ospite e favorire lo scambio di conoscenze, tradizioni e costumi tra persone di cultura o generazione diversa.

«La scelta de La Rada di intraprendere questo percorso ad Ogliastro Cilento- spiega la presidente de La Rada, Elena Palma Silvestri- risponde alla volontà del Consorzio stesso e delle sue cooperative di valorizzare le aree interne trasformando i bisogni in nuove opportunità di crescita sociale ed economica per il territorio». Da qui, infatti, la scelta di organizzare gli spazi in modo flessibile perché possano essere di volta in volta riconvertiti rispetto ai nuovi bisogni ed opportunità. Basti pensare che il centro offre tre tipi di servizi: una comunità alloggio per minori, un centro di prima accoglienza e un centro diurno polifunzionale.

«Ogliastro Accoglie» vuole essere dunque una struttura polifunzionale per l'accoglienza e la promozione del benessere delle persone in momentanea situazione di fragilità, siano esse minori, donne sole con bambini, anziani, migranti richiedenti asilo, disabili. L’inaugurazione di domani, sarà l'occasione per riflettere insieme con gli attori locali, le istituzioni e i partner di rete sull'emergenza immigrazione che i nostri territori stanno affrontando e sui possibili modelli di accoglienza da intraprendere per conciliare la «buona» accoglienza e la necessità di un impatto positivo e non invasivo per le comunità locali.

©Riproduzione riservata

Condividi