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Camerota, palazzo marchesale tra i rifiuti e la torre delle Viole rischia di crollare: cittadini sul piede di guerra

Luigi Martino • 18 maggio 2013 13:42

C'è chi afferma che il crollo della torre in zona Calanca è imminente. Chi ne elenca le cause. C'è chi propone di fare una bella colletta cittadina. Poi c'è chi guarda il castello di Marina di Camerota con disprezzo. Chi con rabbia. C'è chi si muove quindi e chi resta a guardare come spesso accade. Poi c'è chi in campagna elettorale promette, ma fin qui nulla. E' stato lanciato sul social network Facebook l'appello di un cittadino di Marina di Camerota emigrato in Brasile. E' una persone che tiene a cuore i beni culturali del paese e da anni lotta affinchè questi vengano preservati e protetti. Un'inchiesta di questa testata ha portato il problema alla ribalta poche settimane fa. Alcune delle grotte preistoriche sono state risistemate alla bene e meglio e liberate almeno dalla spazzatura dopo la denuncia del giornale del Cilento. Questo ad opera degli impiegati della società portuale.

L'iniziativa Antonio Stefani, è questo il nome dell'italo-americano che ha preso in mano la questione della torre delle Viole e del palazzo marchesale di Marina di Camerota e cerca a tutti i costi un rimedio affinchè la torre non crolli e il castello venga liberato dalla prigionia dell'indifferenza. Antonio è uno di quelli che preferisce i fatti alla chiacchiere, ma abita lontano. Non può far altro che lanciare idee, proporre iniziative e dimostrare, grazie alle sue «foto schock» come le definisce lui stesso, il disastro che potrebbe causare il crollo di un pezzo di storia di Camerota. Sulla pagina Facebook si leggono vari commenti. Commenti di giornalisti del posto, di imprenditori turistici ed edili e di conoscitori della storia di Marina di Camerota. Commenti, ma anche proposte.

Gli interventi «Ricordo che trattandosi di beni storici - sottolinea Antonio Stefani - dovrebbero essere mantenuti e/o restaurati e sicuramente non distrutti dai proprietati, quindi non essendo rispettato questo dovere di mantenere l'immobile é molto probabile che si potrebbe riacquisirlo ai beni del Comune». Alle parole del promotore della discussione, risponde Federica Di Luca con un decreto dell'800: «In seguito al decreto del Re Vittorio Emanuele II, del 30 dicembre del 1866, queste opere cessavano di essere considerate fortificazioni e di pubblica utilità quindi potevano essere vendute». Poi, il racconto di Antonio Tambasco. Denuncia più che racconto: «La torre delle Viole è stata negli anni 80 oggetto di interventi edili abusivi - afferma Antonio Tambasco - consistenti nel taglio interno delle grosse parete perimetrali. I proprietari a quell'epoca erano dei signori di Salerno che avendo inviato una ditta sul posto la stavano ristrutturando, abusivamente a modo loro. Tali interventi furono da me bloccati e posti sotto sigilli giudiziario, informando le autorità competenti che emisero provvedimenti per loro conto, così come dicasi della torre dello Zancale e castello Marchesale. Era il periodo dell'assalto alle torri di avvistamento del nostro territorio».

La proposta Maria Antonia Coppola sostituisce le parole ai fatti, o almeno ci prova, e lancia una proposta: una mega colletta cittadina. «Una cosa fattibile per la torre delle viole? - dice la giornalista - Una mega colletta dai cittadini di Camerota e turisti. Ogni albergo, villaggio e residence devono adottare la torre e farne partecipi i turisti. Si può organizzare sul lungomare, sulla spiaggia Calanca una raccolta fondi. Chi se la sente di farlo? Le associazioni e la sensibilità dei cittadini, tutti si diano da fare - Poi passa ad un altro bene storico e afferma - Per il castello di Camerota, sinceramente aspetterei che la promessa fatta dal sindaco Romano/Troccoli in campagna elettorale diventi cosa concreta».

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