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Elezioni a Sapri, minoranza incontra i cittadini: il dibattito tra critiche e proposte

Marianna Vallone • 20 aprile 2017 16:19

Sicurezza, lotta alla vendita illegale e al degrado sociale, piano viabilità, programmazione turistica e unione. Sono i principali argomenti discussi nel corso del primo incontro pubblico organizzato dalla minoranza uscente, riunita nel comitato Sapri al centro, che ha invitato i cittadini a un confronto sulle criticità  da affrontare e sulle quali lavorare per riqualificare la città. Un dibattito aperto a tutti. Imprenditori, commercianti, giovani, tecnici ma anche cittadini semplici e associazioni presenti. A tutti poco più di 3 minuti per intervento. Al centro Sapri e il futuro della città. 

«Divisi è il passato» ha detto Daniele Congiusti, consigliere uscente di minoranza, tra i promotori, insieme ad Antonio Gentile e Vito D'Agostino dell'incontro che si è svolto al Giardino degli aranci dell'hotel Pisacane, ieri pomeriggio all'indomani del dibattito organizzato dal gruppo Sapri Cambia e con il quale si starebbe cercando un accordo in vista del voto del prossimo 11 giugno.

«Basta divisioni e litigiosità anche dopo le elezioni. Un paese spaccato in due non andrà mai da nessuna parte. - ha aggiunto Congiusti - La nostra comunità ha bisogno di gente che si metta a servizio per la collettività. Io ci sono. Colpevole è chi non si mette in gioco». Dall'Unione dei commercianti sapresi è arrivata la proposta di un programa di riqualificazione. Nel suo intervento, l'imprenditrice Marianna Petrizzo ha sottolineato alcuni punti sui quali lavorare già nei primi due mesi: limitazioni degli orari d'apertura dei grandi colossi e centri commerciali, incentivare le piccole attività e i consorzi, assistenza non onerosa per i centri commerciali naturali e un nuovo piano viabilità. L'imprenditore Domenico Cosenza ha poi specificato che «senza programmazione non si può partire», e quindi la necessità di «analizzare i dati prima, fare uno studio di previsione e poi investire». In sintesi ha detto: «Non si può stimolare la domanda senza una offerta».

Ma le critiche non sono mancate. «Sapri ha perso competitività da tutti i punti di vista - ha detto nel suo intervento l'architetto Lello Granozio - Corso desertificato, c'è un calo progressivo della qualità del turismo. Altre località come Agropoli e Castellabate hanno inseguito il modello della Costiera amalfitana. Sapri non ha mai fatto una politica mirata. Ed è uno dei pochi paesi - ha concluso - con una decrescita demografica». Anche l'architetto Tiziana Crusco ha ribadito che «la rinascita di Sapri è possibil solo attraverso la collaborazione totale» anche coinvolgendo «i tecnici del luogo nei lavori di riqualificazione urbana e non dando sempre incarichi alle stesse persone». 

Il quadro che emerge è sconfortante anche dal punto di vista sociale. E' su questo punto che si è soffermato Antonio Pisani, studente di Giurisprudenza, il quale ha sottolineato «la mancanza di spazi per i giovani e il degrado sociale a cui ci hanno portato». Una maggiore attenzione alla protezione civile arriva da Antonio Di Gennaro. Mentre Nicola Filizola, imprenditore, ha chiesto maggiori controlli al patrimonio e alla viabilità e lotta alla vendita illegale che mette in ginocchio i commercianti che pagano le tasse. In sostanza, come ha poi detto l'avvocato Simon Pietro Scaldaferri: «Un'amministrazione che ascolti e che sia di tutti, non come quella attuale».

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