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Rimini, lo chef cilentano Alessandro Feo conquista il terzo posto ai Campionati della Cucina Italiana

Mar. Val. • 22 febbraio 2018 09:27

Alessandro Feo, cilentano doc, torna a casa con un terzo posto conquistato ai Campionati della Cucina Italiana edizione 2018, che si sono svolti a Rimini dal 17 al 20 febbraio nella categoria 'K1 – Cucina Calda – Main course oppure starter con identità della Cucina Mediterranea. Terzo su 50 chef che gareggiavano nella stessa categoria. Il talentuoso chef, non nuovo a traguardi prestigiosi, ha presentato al concorso un piatto denominato 'La Ricchezza delle Quattro Stagioni del Mediterraneo'. «La mia intenzione - ha detto Feo - è quella di rappresentare la mia filosofia di lavoro che attuo al Rumi Restaurant, ovvero rappresentare la stagionalità dei prodotti sia di mare che della terra portando in questo piatto la personale ispirazione nel lavorare e miscelare questi ingredienti.  In questo piatto ho voluto rappresentare le 4 stagioni».

Nel dettaglio la primavera è stata rappresentata con un filetto di pescatrice su insalatina di favette e cipollotto cotto in oliocottura. L’esplosione di colori tipica dell’estate è data dai gamberi rossi di Acciaroli sbollentati su una spuma di patate profumata dall’aroma mediterraneo del limone; il baccalà avvolto in foglie di bietola e foglia di porro su una crema di zucca ha il tono austero e crepuscolare dell’autunno ed infine il totano grigliato ripieno di ricotta di bufala su vellutata di topinambur e crumble salato ricorda le atmosfere calde delle serate invernali.

«Il risultato conseguito è uno sprone a proseguire sulla strada che ho intrapreso fin dall’inizio della mia carriera: rappresentare il territorio nelle sue più variegate coniugazioni e valorizzare, soprattutto, la stagionalità di ogni singolo ingrediente. - conclude lo chef - Il rapporto stretto con i vari produttori del territorio e le condizioni che derivano dall’operare in un ambiente di grande prestigio e professionalità come il Rumi Restaurant, mi pongono in una condizione privilegiata per poter continuare ad operare, valorizzando sempre più la tradizione enogastronomica locale, aggiungendovi quel tocco di innovazione che la renda esclusiva». 

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