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Campania, cresce mercato della casa ma meno della media nazionale: +2,4 rispetto a 2013

• 22 marzo 2015 10:56

Il mercato immobiliare nel settore residenziale in Campania risulta in crescita nel 2014 rispetto al 2013: +2,4%, sebbene al di sotto della media Italia (+3,6%). L’espansione più ampia si è registrata nel IV trimestre 2014 rispetto al III trimestre: +26% rispetto al 22,8% della media Italia. Il trend crescente che si è sviluppato nel corso dell’intero anno 2014 si è caratterizzato per un picco consistente nei mesi di ottobre, novembre e dicembre scorsi. È in questi tre mesi del 2014 che si sono consolidate le tendenze con il segno positivo nelle cinque province: Avellino (+15,2% rispetto al trimestre precedente): Benevento (+3,8%), Caserta (+26,6%), Napoli (+32,3%) e Salerno (+21%). I dati sono stati estrapolati dal Centro Studi Ance Salerno dalla “Nota trimestrale” (diffusa il 5 marzo scorso) dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate. 

Le variazioni in Campania 2014/2013 Se, invece, si tirano le somme anno su anno, in tutte le province campane si configurano percentuali con il segno più, tranne Avellino (-2%): è così a Benevento (+4,3%), Caserta (4,9%), Napoli (+1,4%) e Salerno (+4%). In termini assoluti nel 2014 in Campania sono state concluse 26.187 transazioni normalizzate. È da notare – sottolineano gli analisti del Centro Studi Ance Salerno – che tre province su 5 (Benevento, Caserta e Salerno) hanno registrato un incremento di transazioni superiore, in termini percentuali, alla media nazionale, mentre il dato negativo di Avellino (-2%) e il basso tasso di crescita nel Napoletano (1,4%) hanno sminuito la performance complessiva nei territori della regione. Nel dettaglio, in termini assoluti, nel 2014 in provincia di Avellino sono state concluse 1.918 compravendite residenziali; in provincia di Benevento 1.332; in provincia di Caserta 4.162; in provincia di Napoli 13.388; in provincia di Salerno 5.387.È interessante notare che negli ultimi tre mesi del 2014 i tassi di crescita delle compravendite in due province della Campania hanno subito un’impennata superiore alla media Italia (+22,8%):  Caserta (+26,6%) e Napoli (+32,3%), mentre Salerno si è attestata leggermente al di sotto (+21%). Avellino (+15,2%) e Benevento (+3,8%), invece, sono rimasti ben distanti dal trend nazionale. In ogni caso, complessivamente, il tasso regionale di crescita (+26%) è stato superiore alla media-Italia. 

Le regioni Obiettivo Nell’ambito delle regioni dell’Obiettivo Convergenza solo la Puglia (+4,4%) ha registrato nel 2014 un tasso di crescita delle compravendite nel settore residenziale superiore alla media-Italia (3,6%). Campania (+2,4%) e Sicilia (+1,4%) si segnalano in campo positivo, mentre la Calabria - pur con un trend con il segno più in tutti i trimestri del 2014 – accusa un -7,8%. In termini assoluti nelle regioni Obiettivo sono state realizzate nel 2014 91.265 transazioni normalizzate di cui: 10.137 in Calabria; 26.187 in Campania; 28.687 in Sicilia e 26.254 in Puglia.           

Il quadro nazionale A livello nazionale «il mercato immobiliare – è scritto nella nota trimestrale dell’Omi - risulta ancora in crescita nel IV trimestre 2014 consolidando il rialzo già osservato nel precedente trimestre. Il tasso tendenziale riferito al totale delle compravendite è, infatti, pari a +5,5%. Con un numero di compravendite immobiliari pari a 920.849 NTN, l’anno 2014 si chiude con una variazione complessiva rispetto al 2013 pari a +1,8% (con un aumento di circa 16mila NTN) ed era dal 2006 che non si osservava un segno positivo per le compravendite immobiliari». L’Omi evidenzia che i volumi di compravendita e le variazioni tendenziali nel settore residenziale nel IV trimestre 2014 (116.543 NTN) sono aumentate rispetto al pari trimestre 2013 di oltre 7 punti percentuali. Se si scende nel dettaglio delle macroaree geografiche «si osserva – è scritto nel documento Omi - che in tutte le aree le compravendite di abitazioni sono in rialzo, consolidando la ripresa registrata nel precedente trimestre». Ma in questo scenario il Sud (+4,7%)  registra il tasso tendenziale più basso. Infatti, il rialzo degli scambi al Centro fa segnare una crescita del 9,3% rispetto al IV trimestre del 2013, mentre al Nord il rialzo si attesta al +7,5%. Nel complesso «i trimestri del 2013 mostrano tassi di flessione in attenuazione e nel 2014, iniziato con il segno ampiamente positivo al Centro e al Nord, i volumi si ridimensionano nel II trimestre, restando in crescita solo nell’area del Centro, e nel III e IV trimestre tornano in rialzo in tutte le aree». Va, inoltre, sottolineato che su base annua gli scambi risultano in ogni area in crescita «con la sola eccezione delle compravendite di abitazioni nei comuni non capoluogo del Sud, stabili rispetto al 2013». Nell’analisi del mercato riferito alle principali città italiane (dati su base annua 2014/2013) «l’unico segno negativo si registra nella città di Napoli (-3,7%), dove però va tenuto in considerazione che il dato delle NTN (2013), in particolare nei primi due trimestri, è stato influenzato dal rialzo delle vendite scaturite dalla dismissione del patrimonio residenziale del Comune a favore degli inquilini». 

Lombardi «I segnali che si colgono attraverso la lettura dei dati dell’Osservatorio dell’Agenzia delle Entrate riferiti al segmento del residenziale – dichiara il Presidente di Ance Salerno Antonio Lombardi – configurano uno scenario maggiormente dinamico rispetto agli anni più pesanti della crisi. Influiscono su questo trend senza dubbio il ribasso delle quotazioni delle case e la ripartenza dei meccanismi di erogazione dei mutui alle famiglie. Occorre – continua Lombardi – in ogni caso attendere i prossimi mesi per verificare se si potrà assistere ad un consolidamento strutturale di questo andamento. Va, in ogni caso, evidenziato che una maggiore apertura del credito verso le famiglie non si accompagna ancora ad una maggiore capacità di accoglienza della domanda da parte delle imprese. Il settore delle costruzioni continua a scontare un atteggiamento eccessivamente restrittivo da parte del circuito bancario che di fatto continua a penalizzare la spinta alla ripartenza da parte delle imprese edili».«Sullo sfondo – conclude Lombardi – permane l’urgenza di riavviare flussi di liquidità sui territori attraverso un piano strategico di investimenti pubblici abbattendo i tempi biblici della burocrazia e consentendo alla filiera delle costruzioni di rimettersi in moto sulla base di programmi certi, con scadenze certe».

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