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Il caso di Emilio Feola: salvato il braccio al costo di una gamba. Era in ospedale insieme al piccolo Jacopo morto durante una “banale” operazione Parte II, le vicende giudiziarie

Biagio Cafaro • 23 novembre 2011 07:58

Come già raccontato Emilio Feola poiché vittima di un incidente stradale che gli ha procurato una frattura all’avambraccio destro, è stato operato al braccio con un impianto di protesi interna mediante un intervento di osteotomia al perone destro. In seguito a questa operazione si è ritrovato con la gamba destra priva di sensibilità.

Emilio Feola, nel mese di febbraio del 2010, ha denunciato agli organi competenti tutto l’accaduto. Il Pubblico ministero a cui è stato affidato l’incarico, Renato Martusceli lo stesso Pm del caso Jacopo De Martino (ricordiamo che era anche compagno di stanza di Emilio all’ospedale di Vallo della Lucania), ha richiesto al Giudice per le indagini preliminari l’archiviazione del caso motivando che “la fascite necrotizzante di cui è stato affetto Emilio Feola renderebbe più verosimile la possibilità che l'infezione sia intervenuta successivamente all'intervento chirurgico”. Secondo la consulenza tecnica del medico Petrosillo “i protocolli igienico sanitari utilizzati presso il citato nosocomio sarebbero adeguati”.

In seguito l’avvocato della famiglia Feola, Vincenzo Faiella, ha fatto svolgere nuova perizia medica ad un medico di fiducia, Panfilo Maiurano, dalla quale si evince che: “I medici in servizio presso l'Ospedale San Luca di Vallo della Lucania, con malaccorte manovre chirurgiche, hanno leso il nervo sciatico popliteo esterno di destra. Ne è derivata la paralisi irredimibile del predetto nervo sciatico”.

Quindi a riguardo dell’infezione alla gamba di Emilio, se per il pm Martuscelli non vi è responsabilità dei medici che hanno operato, per Maiurano è il contrario: Emilio si ritrova senza sensibilità alla gamba destra “a causa dell’errata esecuzione dell’operazione di osteotomia”, è il parere di Maiurano.

La risposta del Gip è tardata ad arrivare, o meglio, solo dopo ripetuti solleciti da parte dell’avvocato Faiella -sostiene la difesa - il Gip ha ricevuto gli atti. Ora bisogna attendere la data dell’udienza e allora si saprà se il Giudice per le indagini preliminari archivierà il caso oppure commissionerà nuove indagini in base alle perizie fornite dall’avvocato Faiella. La richiesta da parte del legale di Emilio Feola è quella che venga nominato un tecnico esterno che non sia condizionabile da possibili conoscenze con i medici del San Luca. C’è da precisare che la precedente perizia è stata effettuata con un medico di Roma, però qui l’avvocato Faiella contesta i quesiti posti al dottor Petrosillo e non la perizia di quest’ultimo.

Ciò che preme maggiormente in questa storia non è il presunto errore in sala operatoria, dove “I medici - si legge nell’Opposizione alla richiesta di archiviazione dell’avvocato Faiella - con malaccorte manovre chirurgiche, hanno leso il nervo sciatico popliteo esterno di destra” di Emilio. Quello che fa arrabbiare di più la famiglia, con le parole della sorella: “È la superficialità saccente con cui ci hanno trattato. Ciò ha comportato complicanze e soprattutto un danno irreparabile ad un ragazzo appena maggiorenne. Sono stati violati i diritti del paziente, riportati nella Carta dei diritti, e la dignità umana. Trai i vari ricoveri è stato portato anche a Latina dove è stata trattato con umanità, inesistente in tutti gli altri posti in cui è stato, dal cambiargli il letto per far un esempio banale”.

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