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Regionali in Lombardia, il cilentano Biagio Carloni candidato per il centrosinistra

Marianna Vallone • 30 gennaio 2018 13:17

Chi crede che i giovani disertino le cabine elettorali, siano disillusi dalla politica e dalle ideologie, dovrà ricredersi davanti alle parole e alla grinta di Biagio Carloni, imprenditore milanese originario del Cilento, candidato consigliere alle Regionali in Lombardia con Giorgio Gori. Appena ventiseienne e alla prima esperienza politica, è il più giovane tra i candidati consiglieri alla Regione in corsa per il centrosinistra. Carloni, che nel 2011 si è trasferito nel capoluogo lombardo insieme alla sua famiglia, in realtà è cilentano di nascita, ha vissuto a Sicilì, frazione di Morigerati, fino a otto anni fa. Promette impegno anche per il territorio nativo. 

Da dove nasce l'idea di candidarti come consigliere del centrosinistra alle regionali in Lombardia, con il sindaco di Bergamo Giorgio Gori?
Non nascondo che nutro una certa attrazione da parte della politica. Tutto è nato a novembre, quando in una riunione mi è stato proposto di scendere in campo per sostenere il centrosinistra alle prossime regionali. All’inizio ero molto perplesso, un serio confronto con la mia famiglia e i miei amici mi ha spinto ad accettare questa sfida.

La partita è grossa. Il centrosinistra in Regione Lombardia negli ultimi anni non ha trovato molto spazio. Giorgio Gori con il tour elettorale in cento tappe vuole raggiungere tutta la regione, quella interna e soprattutto quella a Sud, forse più penalizzata. Quali sono le vostre idee forza? 
Sì, c’è una grossa partita da giocare, da oltre un ventennio la regione Lombardia è governata dal centrosinistra. Scardinare questa sorta di sistema non è facile, ma con la candidatura di Giorgio Gori e la squadra che si è messa in campo, professionisti, gente della società civile e non solo, possiamo benissimo fare l’impresa. L'obiettivo è vincere e dare una forte svolta europeista alla Lombardia. 

Fontana ha ribadito che i «troppi immigrati mettono a rischio la razza bianca». Come reputi la situazione attuale in Lombardia e quella che potrebbe prospettarsi, in particolare con la "chiusura" del centrodestra all'accoglienza? 
Prendo subito le distanze dalle dichiarazioni fatte da Fontana, non è possibile parlare ancora di razze nel 2018. Più che altro, come regione Lombardia dobbiamo creare un sistema di integrazione per far sì che gli immigrati non siano più un problema ma una grande risorsa, ed essere da volano per l’Italia intera. Milano è ormai una città europea, internazionale, aperta al mondo. È impensabile una chiusura del centrodestra.

Quali sono le necessità che devono avere priorità in regione?
Dobbiamo investire molto nell’occupazione giovanile, la Lombardia rispetto all’Italia ha un tasso di occupazione giovanile incoraggiante, si deve fare più, la forte migrazione dal Sud del paese verso il Nord ci spinge a fare di più. Puntare sulle infrastrutture, i collegamenti ma soprattutto guardare all’ambiente. 

Credi che avresti avuto le stesse opportunità candidandoti alle regionali in Campania? 
Credo di no, la politica in Campania è una guerra tra bande. Se non hai giusti agganci è difficile partecipare in modo attivo alla vita politica. 

Perché votare 'Insieme per Gori'?
Votare insieme per Gori, significa votare per il cambiamento, per i giovani per le nuove generazioni, ma soprattutto significa votare per una Lombardia sempre aperta e sempre più al centro dell’Europa.

Tre motivi per cui gli elettori dovrebbero votarti?
Il motivo più importante è che, oltre già alla rappresentanza cilentana in consiglio comunale a Milano con Carmine Pacente, ci sia una rappresentanza in consiglio regionale con la mia persona. Il secondo motivo è che mi impegnerò, attraverso associazioni cilentane e campane, affinché insieme si potrebbero organizzare eventi culturali, sociali e ambientali in Lombardia, con il solo scopo di far conoscere, cercare di costruire una forte rete di scambio, gli usi e i costumi con la mia terra nativa. Infine imporre gli obiettivi per cui ci battiamo, ambiente, trasporti e collegamenti, associazionismo e welfare. Non sarà facile, ma il fine della mia candidatura è quella di spendermi per queste cose 

Facci un piccolo pronostico: quale sarà la situazione all’indomani del 4 marzo?
Beh, mi auguro che a guidare la Lombardia sia Giorgio Gori e in consiglio regionale possa esserci io.

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