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Capaccio-Paestum, 80 attivitą rischiano di chiudere. Occupano area con vincolo archeologico

Luigi Martino • 29 maggio 2012 09:32

Siamo quasi al termine dell'inchiesta partita circa un anno fa, su disposizione della Procura di Salerno, sulla regolarità degli esercizi commerciali che insistono nell’area sottoposta a vincolo archeologico dalla legge 220/67 "Zanotti Bianco", nel comune di Capaccio Paestum.

Sono ben 80 quindi le attività che rischiano di chiudere i battenti. Il motivo è la mancanza di certificati di agibilità. Il numero è cospicuo e sono partiti già gli avvisi di procedimenti amministrativi notificati dal Comune. Le attività sono per la maggior parte bar, ristoranti, pizzerie e pub ed insistono ad occupare il suolo che circonda i templi di Paestum.

Conto alla rovescia I destinatari hanno tempo fino alla prima decade di giugno  per procedere con l’eventuale regolarizzazione. Dai risultati espletati sugli accertamenti fatti dalla polizia locale, diretta dal capitano Antonio Rinaldi, circa l’80% delle attività risultano non essere in possesso del certificato di agibilità, in quanto irregolari dal punto di vista urbanistico. Per loro c’è il rischio concreto della revoca della licenza commerciale con la consequenziale chiusura dell’attività e la notifica di una multa amministrativa di diverse centinaia di euro. Pochi infatti, i titolari di esercizi realizzati prima dell’entrata in vigore della nuova normativa di regolamentazione dell’area vincolata del 1967. La maggior parte degli esercizi sono stati attivati in strutture abusive che non possono, tra l’altro, essere sanate insistendo nell’area sottoposta a vincolo archeologico. C’è da chiedersi come mai, nonostante queste situazioni di irregolarità, sono state rilasciate negli ultimi decenni le licenze commerciali. Unico spiraglio per i proprietari è quello di presentare un ricorso al Tar per il danno economico notevole, che potrebbe procurare agli esercenti la chiusura delle loro attività.

Le località Nell’area sottoposta a vincolo archeologico, comprendente le contrade di Torre di mare, Linora, Licinella, Santa Venere e Paestum, insistono soprattutto complessi alberghieri, ristoranti, bar, villaggi turistici, i cui titolari  sono  in  allarme per la possibile chiusura. «Urge trovare una soluzione – afferma il titolare di un’attività  a Torre di Paestum al quotidiano Stile tv – chiediamo una tregua almeno per questi mesi estivi. L’auspicio è che il nuovo sindaco Voza vada in Procura per sensibilizzare i magistrati a soprassedere almeno per il momento». C’è  dunque grande tensione tra gli operatori commerciali per il destino delle proprie attività.

L’indagine sulla regolarità delle strutture è scattata su disposizione dei sostituti procuratori Valenti e Polito. Al vaglio della Procura anche le posizioni dei responsabili degli uffici e assessori delegati al commercio che, nel corso degli anni, hanno rilasciato l’autorizzazione e le licenze ai pubblici esercizi.

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