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Vallo della Lucania: la maledizione di San Bartolomeo

Biagio Cafaro • 31 agosto 2012 07:00

Come ogni anno, il 25 agosto presso il centro di Pellare, a pochi passi da Vallo della Lucania, va in scena la festa patronale di San Bartolomeo. I festeggiamenti sono tra i più suggestivi nel Cilento, fuochi d’artificio imponenti e concerti di prim’ordine, ma quest’anno San Bartolomeo chiedeva altro per la sua memoria, una statua, la statua che stava realizzando Emanuele Stifano, artista del borgo cilentano. La vendetta del Santo Patrono non si è fatta attendere.

Partiamo dal principio. “Nell’anno 2005 è nato in me il desiderio di realizzare una grande opera, una scultura, la mia prima – racconta Stifano -. Ho pensato innanzitutto dove poteva essere collocata una scultura in marmo, la chiesa mi è sembrato essere il luogo migliore, anche perché appartiene un po’ a tutti. Così ho deciso di fare una statua che rappresenti il martirio dell’apostolo Bartolomeo”.

Ed ecco che il progetto inizia a prender forma, nel 2006 Stifano acquista a Carrara il blocco di marmo. Nel 2012 un gruppo di amici fonda, in seno all’associazione Elea Arte Club, il comitato “La Prima Pietra”: “Ho intravisto – racconta lo scultore –  la possibilità di poter completare la statua e collocarla davanti la chiesa del mio paese, proprio nel mese di agosto, durante i festeggiamenti in onore di San Bartolomeo. Si stava realizzando un sogno”.

Ma qualcosa va storto. Emanuele Stifano per completare l’opera aveva chiesto “formalmente un aiuto economico (rimborso spese) al comune di Moio della Civitella, alla filiale di Moio della banca dei Comuni Cilentani e al parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni”.

“Dopo aver preso atto che, a distanza di otto mesi, - racconta Stifano - gli enti suddetti si sono completamente disinteressati al progetto e all’opera, è stato mostrato disinteresse assoluto anche da parte del parroco e da tutti i membri del comitato festa di San Bartolomeo, tranne due (Angelo Arena e Raffaella Stifano), ho deciso personalmente di destinare la mia statua ad altro luogo”.

Ed ecco che San Bartolomeo decide di vendicare lo scultore e la statua a lui sottratta.

I soldi derivati dalle offerte dei fedeli di San Bartolomeo, come ogni anno, sono andate a finanziare, tra le altre cose, fuochi d’artificio e concerto. Caso ha voluto che i fuochi del 25 agosto hanno provocato l’incendio di piccole sterpaglie ai bordi di una strada dove erano parcheggiate anche delle macchine. Una di esse, una Fiat Punto è stata carbonizzata delle fiamme. Ma la maledizione è continuata la sera successiva, quella del concerto. Erriquez, il cantante della Bandabardò che si doveva esibire in onore del Santo Patrono non si è sentito bene e il gruppo è stato costretto ad annullare il concerto. Questa è stata la prima volta in cui la Bandabardò, dopo 20 anni di concerti, ne ha saltato uno per motivi di salute del proprio frontman.

La maledizione di San Bartolomeo ha vendicato lo scultore Emanuele Stifano che ora vedrà la propria opera d’arte collocata in un’altra parrocchia di San Bartolomeo, grazie al finanziamento della Gold Fixing s.r.l. di Padova.

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