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ALLARME NUCLEARE Abrogate le norme sul nucleare. Referendum a rischio?

B. C. • 26 maggio 2011 09:40

È di ieri sera la notizia del sì definitivo al decreto legge Omnibus. Con tale decreto sono state abrogate le norme sulle centrali nucleari. Tale decisione potrebbe vanificare il referendum sull’energia atomica. Il testo è stato approvato alla Camera dei deputati con 301 sì, 280 no e due astenuti. Ora bisogna attendere il giudizio della Corte di Cassazione, la quale dovrà stabilire se sia ancora necessario svolgere il referendum sul nucleare. Questa è l’ultima speranza dei referendari i quali credono che con tale atto, il governo abbia voluto sabotare il referendum del prossimo 12 e 13 giugno che vede, oltre ai quesiti sull’acqua e sul nucleare, l’abrogazione del legittimo impedimento, argomento molto caro al premier Silvio Berlusconi.

Stella Bianchi, responsabile Ambiente del Partito Democratico ha dichiarato: “Nelle norme che l'esecutivo vuole imporre non c'è nessun abbandono del piano nucleare ma solo un rinvio per evitare il giudizio dei cittadini che, come già dimostrato dal voto in Sardegna, è nettamente contrario al ritorno delle centrali nucleari in Italia”. Mentre Berlusconi: “È  la conferma che c'è una maggioranza con la quale si può lavorare e attuare quel piano importante di riforme che per ora, a causa dei veti che avevamo nella nostra maggioranza, non siamo riusciti a fare”.

Qui riproponiamo una domanda che ci siamo posti già in passato: “Quindi è scongiurato il pericolo di una possibile centrale nucleare sulla foce del Sele? Sembrerebbe proprio di no, anzi, tale provvedimento, paradossalmente, potrebbe rendere sempre più probabile la costruzione di una centrale nucleare in Campania, se, effettivamente, la decisione di rimandare la questione di un anno, scoraggerà la popolazione italiana ad andare a votare, mettendo in rischio il raggiungimento del quorum” 

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