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ALLARME NUCLEARE Centrale sulla foce del Sele e deposito nazionale di scorie radioattive a Garigliano: questo lo scenario che si sta delineando

Biagio Cafaro • 22 marzo 2011 14:48

Il commissario regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, ha lanciato un appello: “Vogliamo sapere che sta succedendo nella ex centrale del Garigliano, dove negli ultimi giorni ci sono grandi attività e movimenti di mezzi pesanti sospetti. Vorrebbero realizzarvi il deposito di scorie naturali. Lo impediremo”. Questa la preoccupazione espressa da Borrelli. Ricordiamo che la centrale elettronucleare del Garigliano, inaugurata nel giugno del 1964, fu chiusa nel 1982 in seguito ad un guasto di un generatore di vapore. Ora, secondo il commissario regionale dei Verdi, dovrebbe diventare il deposito italiano delle scorie nucleari. Sempre Borrelli, ma nel gennaio dello scorso anno, lanciò l’allarme riguardante la possibile costruzione di una centrale nucleare nella Piana del Sele. Infatti, con una nota, affermò che i tecnici dell’Enel e del governo avrebbero effettuato nuovi sopralluoghi, alcuni di essi “Anche nella zona della foce del Sele, dove si ipotizza di realizzare una nuova centrale nucleare”. Se gli allarmi lanciati dai Verdi risultassero essere veri, lo scenario che si prospetta per la regione Campania sarebbe il seguente: la costruzione della centrale nucleare sulla foce del Sele con il deposito di scorie nucleari italiana sulla foce del Garigliano, utilizzando la struttura della centrale elettronucleare dismessa. 

Ora bisogna soffermarsi sul comportamento del presidente della regione Campania, Stefano Caldoro, che, se lo scorso 3 marzo durante la conferenza unificata stato-regioni che riguardava gli impianti nucleari e i deposti dei rifiuti radioattivi, aveva dato parere favorevole alla costruzione di centrali nucleari in Campania, qualche giorno fa ha dichiarato: “La preoccupazione del mondo deve guardare innanzitutto alla salute e alla sicurezza dei cittadini. La scelta del nucleare è una scelta mondiale, europea. Abbiamo centrali aldilà delle Alpi, nel bacino del Mediterraneo e ne avremmo a cento chilometri da noi […]. Ci sono alcune regioni, con la Campania in testa, che hanno problemi sismici o idrogeologici. Ribadisco però che si tratta di una scelta mondiale da fare, senza paletti ideologici”. Quanto incide l’incidente di Fukushima sul ripensamento parziale (non ha esplicitamente ripudiato il nucleare) riguardo alla possibile costruzione di una centrale nucleare in Campania, da parte di Caldoro? Ricordiamo che il presidente della provincia di Salerno, Edomondo Cirielli, ha dichiarato il più assoluto diniego nei confronti di un eventuale costruzione di centrali nucleari sulla foce del Sele. 

Nel frattempo cresce il movimento intorno alle associazioni contrarie al nucleare.

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