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Boccia: «Voto Sud è Brexit contro ‘distrazione’ politica»

Lui. Mar. • 12 marzo 2018 10:51

Il voto del Mezzogiorno «è stato un po' la nostra Brexit», «un voto contro i partiti tradizionali, non solo una questione di reddito di cittadinanza». Così il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, che a Salerno ha le proprie imprese, racconta il successo che nelle regioni meridionali hanno avuto il Movimento 5 Stelle e anche la Lega. «Era nell'aria - sostiene - Non penso ci sia stata una discussione sul programma, l'elettore ha votato di pancia e la pancia ha reagito alla distrazione di un ventennio». Certo, Boccia conosce bene il Sud, ma il suo non è un endorsement. Anzi rivendica l'equidistanza dalla politica della confederazione degli industriali e, intervistato a In mezz'ora da Lucia Annunziata, non nasconde che la somma dei programmi in un governo M5s-Lega rischierebbe di far saltare i conti. 

«La Flat tax più il reddito di cittadinanza insieme ci fanno fare un bel debito pubblico, non so cosi' dove andiamo a parare». Boccia spiega anche le dichiarazioni di pochi giorni fa. «I 5 stelle non fanno paura», aveva detto, prendendo anche un rimbrotto dall'ex presidente di Confindustria  Luca Cordero di Montezemolo. «L’ho chiamato - rivela Boccia - Ha interpretato in maniera estensiva quello che abbiamo detto. Noi non abbiamo paura di alcuna componente partitica. Ma una cosa e' non avere paura, un'altra essere a favore. Noi siamo autonomi ed equidistanti dai partiti, valutiamo i provvedimenti».

Da presidente di Confindustria sostiene certo che un governo «prima si fa e meglio è», ma l'importante «è fare le cose fatte bene». «In linea teorica - dice - la stabilità è una buona cosa, ma per fare cosa? Ad esempio come ci presentiamo in Europa?». Di fronte al caso della Germania, rimasta a lungo senza esecutivo prima della grande coalizione a guida Merkel, Boccia ha ricordato le parole di questa settimana di Mario Draghi: «L’instabilità su lungo termine ci fa del male». Bisogna ricordare, secondo il leader degli industriali, che nel 2019 il mandato del numero uno della Bce è in scadenza e che ci sono le elezioni europee: «Prepararsi a questo è un atto di responsabilità per il Paese», ha sottolineato.

Per Boccia importante è che l'intesa sia sui contenuti e il Def può essere il momento giusto per definire una strategia. Sulla Flat Tax, che non ha nascosto potrebbe avere un forte impatto sul deficit italiano, ha spiegato di prediligere un approccio per priorità: «Ridurre gradualmente le tasse sui lavoratori e cancellare subito le imposte sui giovani per favorire il loro accesso al lavoro». Un messaggio Boccia lo lancia anche a Marchionne, sollecitato da una domanda di un operaio di Pomigliano: «Ci auguriamo anche noi che Marchionne rientri in Confindustria come Fiat, sarebbe un bel segnale». Con l'accordo sulla riforma del modello contrattuale il contesto è cambiato - spiega - «si apre una stagione in cui si accetta la sfida del confronto».

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