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CAMEROTAIl disagio è una normale passeggiata. Prima parte

Luigi Martino • 09 aprile 2011 18:39



Il fiume Mingardo separa il comune di Centola da quello di Camerota. La strada, "Mingardina", prende il nome dall'omonimo corso d'acqua. Da qui comincia il nostro viaggio-denuncia: ci addentriamo nei percorsi più discussi che caratterizzano da diversi anni questo paradiso terrestre.

Il fondo stradale, per raggiungere il centro del paese, non è sicuramente il "bigliettino da visita" ideale per le persone che si apprestano a visitare Marina. Dopo diversi lavori effettuati per diramare sotto l'asfalto tubature di vario genere, la strada, una volta riasfaltata, si è progressivamente deteriorata, giorno per giorno, ma mai nessuno ha preso in considerazione la remota ipotesi di arginare il disagio.



Quando scende la notte e si percorre la EX SS 562, che nel frattempo è diventata un'antica strada romana, con sanpietrini traballanti e in parte divelti, ci si imbatte in una lunga galleria. Fin qui tutto prevedibile, o quasi. Infatti, ben presto ci si accorge che il lungo tunnel non è illuminato, ma dotato di un sofisticato impianto di illuminazione, messo lì per abbellire il tenebroso traforo. I lavori cominciati il 5 maggio del 2010, erano proseguiti anche nella prima parte dell'estate, provocando non pochi disagi alla circolazione in una zona molto trafficata, dove è stata imposta la marcia ad una corsia alternata dai semafori. Non è possibile sapere neppure la data di fine lavoro, anche perchè non è specificata sul tabellone che illustrerebbe i dettagli del cantiere.



Si desidererebbe passare oltre, avvicinarsi al più presto al paese, ma nulla di fatto. Prima della galleria, (quella con le luci, ma senza la luce) sulla destra, ad offendere uno scenario meraviglioso, reti di plastica arancioni, tenute in piedi da paletti di ferro soffocati dalla ruggine, e le scale che permettono la discesa a mare, ci sono e non ci sono.

Nel corso degli ultimi anni la spiaggia di Cala del Cefalo, nota anche come Mingardo, è stata colpita da numerose e violente mareggiate che ne hanno, volta per volta, compromesso l’integrità. A questo si aggiunga che gli ultimi eventi atmosferici hanno evidenziato un rischio anche per la strada provinciale che collega Marina di Camerota con i centri limitrofi e l’intera provincia di Salerno.
Oggi la spiaggia del Mingardo è a rischio, ed insieme a questa tutte le attività economiche che vi operano, così come la principale arteria di collegamento di Marina di Camerota. La situazione è drammatica e i danni economici che potrebbero derivare sono incalcolabili. E’ necessario intervenire tempestivamente per salvare uno dei siti naturali più belli del Cilento. E’ necessario intervenire per salvare una arteria strategica per l’economia del comune di Camerota. E’ necessario intervenire per salvare il futuro di decine di aziende turistiche e di centinaia di posti di lavoro. Pochi giorni sono trascorsi da quando sul gruppo "Salviamo il Mingardo", presente sul social network Facebook, sono apparse alcune dichiarazioni di Raffaele Esposito:"Ad oggi nessuna risposta concreta da parte degli enti preposti sulla questione Mingardo, soprattutto nessun intervento concreto per la questione erosione costiera. Sembra proprio che alle istituzioni salvare il Mingardo e le NOSTRE spiagge sia solamente un occasione da poter 'spendere' durante le fiere e i convegni. Ci si lava spesso la bocca con le bellezze del NOSTRO territorio, ma quando si tratta di dialogare seriamente con chi vive e lavora qui, per salvaguardare, tutelare ed organizzare al meglio il NOSTRO ( e di tutti ovviamente) patrimonio, tutto tace!".



Procedere quindi. Superata la famosa galleria, che fà da scudo alla spiaggia dei nudisti, la strada continua imperterrita a fare capricci. Prima di raggiungere il centro, mentre si percorre lo stradone ricco di campeggi e villaggi, si svolta a sinistra. Ecco località S. Anna, è lì che dorme: il tanto sognato "Palazzetto dello sport", gigante immobile, baluardo incompleto e lasciato lì al marcire dall'azione dell'acqua, del vento e del sole. Secondo la Sopraintendenza di Salerno è un'opera abusiva, nonstante l'ok della Comunità Europea e i finanziamenti ottenuti, la costruzione del Palazzetto è bloccata, "per un' autorizzazione scaduta", viene a più riprese spiegato. Il sindaco Bortone a 105 tv ha dichiarato:"Se non si avrà il via libera per ultimare il progetto, sarà giusto abbattere la struttura". Il giornaledelcilento.it si avvicina alla struttura per scattare alcune fotografie. La immagini parlano da se.



Continua...

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