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CENTRALE NUCLEARE SELE L’assessore del comune di Eboli Magliano: “Il nucleare è una forma di energia inadeguata per il nostro territorio”

Biagio Cafaro • 22 marzo 2011 19:09

Ieri, lunedì 21 marzo, l’assessore all’ambiente del comune di Eboli, Carmine Magliano, ha pubblicato un comunicato riguardante la possibile costruzione di una centrale nucleare nella Piana del Sele. La lettera, dal titolo: “Il nucleare una forma di energia inadeguata per il nostro territorio!!!”, mette in  risalto l’inutilità dell’energia nucleare, premendo sulla promozione delle energie rinnovabili. L’assessore all’ambiente, infatti, ha sottolineato che “Una recente indagine del 2008, sugli effetti delle centrali nucleari sulla salute, realizzata dall’ente governativo tedesco per il controllo radioattivo, ha sottolineato una relazione diretta con un aumentato rischio di sviluppare tumori”. A ciò, Magliano, ha proposto delle alternative: “Una volta trovata la tecnologia adatta, anche l’idrogeno sarà una fonte di energia pulita […]. Le tecnologie per l’utilizzazione delle energie alternative soprattutto l’eolica e la fotovoltaica si stanno sviluppando lentamente e gradualmente in diversi Paesi del mondo ma non in Italia, che pure sarebbe una Nazione avvantaggiata geograficamente”. Nella lettera viene ribadito ciò che ha espresso, qualche giorno fa, il sindaco di Eboli Martino Melchionda: “Un’ipotesi (quella della centrale nucleare sulla foce del Sele, ndr) rispetto alla quale faremo le barricate”. Magliano scrive: “L’amministrazione comunale di Eboli dice no all’ipotesi di una centrale nucleare ipotizzata dal governo Berlusconi da collocare alla foce del fiume Sele”. Il comunicato dell’assessore all’ambiente si conclude con un invito: Giovedì 24 marzo, alle ore 16.00, presso la sala consiliare del comune di Eboli, insieme al presidente del Riserva regionale foce Sele e Tanagro, Domenico Nicoletti, il comune di Eboli invita la cittadinanza, i rappresentanti politici e i sindaci dei comuni che fanno parte della riserva, a partecipare all’assemblea per dire no ad una centrale nucleare nella Piana del Sele. 

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