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Dieta Mediterranea scippata al Cilento? La verità sul sito web dell’Expo di Milano

Luigi Martino • 22 novembre 2014 15:11

«È stata siglata la convenzione tra la Regione Sicilia e Expo Milano 2015: la Regione coordinerà le attività dell’area comune del Cluster Bio-Mediterraneo - Salute, bellezza e armonia e il calendario di eventi del Cluster per il semestre dell’evento». Questo è quanto si legge sul sito web della fiera universale di Milano del 2015. La querelle tra il sindaco di Pollica, Stefano Pisani, la Regione Campania e l’ex presidente del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, Giuseppe Tarallo, forse, trova risposta in queste righe. «Ad oggi questo Cluster è l’unico guidato da un’istituzione pubblica: l’area ristorazione, le mostre e il programma di eventi all’interno dell’area comune del Cluster Bio-Mediterraneo saranno gestiti dalla Regione Sicilia che avrà anche il compito di coordinare i contributi dei Paesi Partecipanti nell’area comune. Con questo ruolo - si legge ancora - la Sicilia mostrerà ai visitatori la biodiversità del Mediterraneo con i suoi prodotti basati sulle attività fondamentali di pesca e agricoltura». «Siamo orgogliosi di dare il nostro contributo di idee a una manifestazione che getterà un ponte tra culture - ha spiegato Ezechia Paolo Reale, assessore all’Agricoltura della Regione Sicilia - la cultura mediterranea è portatrice di valori alternativi e originali rispetto a quelli che hanno governato le società finora»

L’articolo pubblicato sul sito web dell’Expo di Milano continua: «La Sicilia metterà in condivisione con i visitatori di Expo Milano 2015 e con i Paesi partecipanti la conoscenza sugli alimenti propria della cucina mediterranea, dall’olio di oliva ai pomodori, passando per il cous cous la Sicilia vanta le eccellenze degli alimenti e dei prodotti che costituiscono il dna della Dieta Mediterranea». E’ proprio la Dieta Mediterranea al centro del dibattito. Il primo cittadino di Pollica, succeduto ad Angelo Vassallo, è convinto che «la Regione Campania non ha fatto abbastanza per aggiudicarsi il Cluster e che avrebbe perso l’occasione del secolo per il rilancio del turismo della regione tutta ma soprattutto del Cilento». Dal palazzo di Napoli la risposta non si è fatta attendere: «La Campania e il Cilento restano i capofila dell’evento». 

Sul sito dell'Expo: Cibo, tradizione, dieta mediterranea: la Sicilia gestirà il Cluster Bio-Mediterraneo 

Da queste righe, però, pare il contrario. Dario Cartabellotta, responsabile del Cluster Bio-Mediterraneo per la Regione Sicilia e dirigente generale del dipartimento regionale della pesca mediterranea della Regione Sicilia, ha evidenziato l’apporto della ricchezza culturale che la Sicilia porterà al Cluster: «Anche l’Unesco ha riconosciuto la Dieta Mediterranea come patrimonio dell’umanità. La biodiversità, ma anche la ricchezza della tradizione e delle culture alimentari, sono una caratteristica della Sicilia, esito di duemila anni di storia e di contaminazioni. Fenici, greci, romani, normanni, arabi, bizantini, spagnoli, fino ai piemontesi: la storia della Sicilia è quella di un incontro e scambio continuo di culture».

Sul sito dell’Expo l’articolo viene chiuso così: «Ed è proprio sullo spirito di incontro e scambio che è stata siglata questa partnership: attraverso cultura, cibo e tradizioni la Sicilia condurrà un percorso di avvicinamento tra i Paesi che si affacciano su questo mare e tra tutti i Paesi Partecipanti.  Del Cluster, oltre alla Sicilia, faranno parte Montenegro, Algeria, Serbia, Libano, Egitto, San Marino, Tunisia, Grecia, Libia, Malta e Albania».

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