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IL CASOMastrogiovanni, l'ennesima vittima sacrificata al protagonismo... come Sara Scazzi!

Marina Salvadore • 03 dicembre 2010 07:48

riceviamo e pubblichiamo:

Nel mentre ci stanno massacrando i “cosiddetti”, da mesi, con il reality-show di Avetrana che ha visto annegare nel fiume Lete il rispetto per la memoria della piccola vittima, dando risalto ai rustici presunti assassini sui quali non esiste uno straccio di prova utile all’eventuale processo e che magistralmente stanno tenendo in scacco autorità giudiziaria e soloni della stampa nazionale, si sono irrimediabilmente spente le luci della ribalta per casi altrettanto dolorosi e squallidi, per i quali, frettolosamente, si è condensato nel doveroso flash mediatico di qualche giorno, l’indignazione popolare, l’omaggio funebre alle vittime e il tonfo del sipario. Un amico mi ha scritto, chiedendomi se avessi “nuove” sull’assassinio di Angelo Vassallo sindaco di Pollica e perché non se ne parlasse più, del caso. Anch’io brancolo nel buio, a riguardo… ma abituata all’esercizio psichico della lampante complottistica nella quale, da anni – appassionatami ad altri casi giudiziari -  macero i miei giudizi “politici” sull’Italietta e dintorni, è stato istintivo accomunare  in una sorta di interdipendenza (forse, non solo territoriale) il silenzio sul caso Vassallo al silenzio sul caso Mastrogiovanni, deceduto, dopo orribili torture nel reparto psichiatrico dell’ospedale di Vallo della Lucania, lì costretto per un TSO ordinato d’autorità proprio dal compianto sindaco di Pollica, Vassallo. No… no… non scadete anche voi lettori nella troppo facile e perfida intuizione  che collegherebbe per “ritorsione” le due morti: entrambe le vittime aspettano giustizia e, forse, è stato solo il fato ad inanellare i destini con  singolare “consecutio temporum”.Tuttavia, con il caso Mastrogiovanni mi è capitato di veder scomparire anche una professionista che io conosco  MOLTO bene, il perito medico Agnesina Pozzi, con la quale ho condiviso qualche “battaglia”, ritenendola SEMPRE punto di riferimento, dal caso Contrada al caso Parlanti, dopo averne intuito la genialità e professionalità sul caso Cogne. Eppure, ricordo bene che Agnesina Pozzi mi contattò ancor prima della trasmissione “Mi manda Rai 3” che aveva trattato il caso della morte del maestro anarchico Francesco Mastrogiovanni, comunicandomi il suo doloroso sdegno e  l'intenzione – con la generosità della pasionaria che le è propria - di contattare, come poi fece, l'avv.to Caterina Mastrogiovanni, cugina della vittima. La lettera di solidarietà e disponibilità professionale senza fini di lucro fu accolta con entusiasmo dai legali che la diffusero immediatamente in rete ed ai componenti del Comitato per Mastrogiovanni; io, appuntai un’altra stelletta d’onore al bavero del camice di Agnesina Pozzi che si apprestava all’ennesima battaglia civile. Durante i nostri successivi scambi telefonici ed epistolari fui messa al corrente del fatto che i fondatori del Comitato le chiesero s’ella poteva, da medico. studiare gli atti; cosa che immediatamente fece con grande impegno, gettando nello sconcerto  tutti quelli che al caso si stavano interessando,  gli stessi legali e componenti del comitato:negli atti medici aveva infatti scoperto - con eccezionale abilità investigativa e quell’intuito che la rende così infallibile - elementi fondamentali, prima di qualunque altra persona che al caso si stava interessando, compresi gli avvocati di famiglia. Il ciclone Agnesina (ne serbo gelosamente lo scambio epistolare)  aveva, infatti appurato istantaneamente, in ordine al decesso di Mastrogiovanni, elementi fondamentali, ovvero:
a) gli inquirenti erano stati ingannati dalle dichiarazioni di tutti i testimoni in merito al fatto che Mastrogiovanni  fosse stato nutrito con flebo per quattro giorni pur non avendo mangiato; cosa assolutamente NON VERA perchè gli avevano somministrato solo glucosata e fisiologica in dosi del tutto inadeguate alla stazza del paziente meglio noto come “il maestro più alto del mondo” in senso umano e fisico, e al caldo di quell’agosto del 2009;

b) un giorno intero (il primo agosto) avevano lasciato mastrogiovanni completamente privo di  liquidi;

c) le analisi erano state chieste solo al terzo giorno di ricovero e furono stampate (fa fede il numero di serie del laboratorio e la data di emissione dei risultati) solo DOPO la morte di Mastrogiovanni, ovvero la mattina del 4 agosto;

d) i risultati delle analisi erano TUTTI SBALLATI ed avrebbero richiesto  un immediato intervento terapeutico di supporto nonchè le misure anche a protezione del personale in quanto egli affetto da epatite C;

e) gli furono somministrati neurolettici e benzodiazepine in associazione CONTROINDICATA con antistaminici;

f) nessun controllo cardiologico all'ingresso e durante i giorni di ricovero nonostante la terapia specifica procurasse rischi di aritmia;

g) medici e personale non avevano applicato le linee guida di ASO e TSO…  non le conoscevano neppure e la Regione Campania le divulgò solamente dopo la morte di Mastrogiovanni, nonostante fossero già state sancite dalla conferenza Stato-Regioni e Province Autonome in tutta Italia.
Se ciò non bastasse (la lettura di queste informazioni fornitemi da Agnesina Pozzi sul caso, mi procurarono grande tensione emotiva ed indignazione) rilevai che - al di là di quanto denunciato in perizia dalla illustre dottoressa che mi onora della sua amicizia - l'importante lavoro fu terminato prima ancora che gli stessi avvocati studiassero gli atti. E’ innegabile, infatti, che il grande contributo di Agnesina fornito ai legali li agevolò enormemente, fornendo loro il substrato adatto e completo per l'azione legale conseguente; in pratica, la materia prima del… contendere! So, infatti, che terminata la  corposa relazione (verso la fine di Aprile 2010) e, messala a disposizione, i componenti del Comitato e gli stessi legali accolsero entusiasti le deduzioni di quella perizia, quando ella la pose generosamente a loro disposizione e che il Comitato le chiese di entrare nel processo come CTP. Io stessa accolsi con onore in camera caritatis una copia della perizia inviatami dalla superdottoressa Pozzi, con invito al silenzio ovvero con preghiera di non renderla pubblica fino al deposito della stessa in Tribunale. Orbene, la prima udienza di quel processo fu rimandata al 30 novembre  2010 quindi di nuovo rimandata al 6 dicembre  p.v. per cui all’approssimarsi della scadenza che ritenevo molto importante per la mia battagliera amica, giorni fa le chiesi espressamente se i legali di Mastrogiovanni avessero formalizzato, come da procedura, la sua accettazione quale consulente ma – sorpresa delle sorprese – la dottoressa Pozzi mi rispose negativamente. Mi sono chiesta e vi chiederete “Come mai?” Vorrei evitare di sciorinare anche qui la solita vena complottista che mi contraddistingue e che purtroppo… finisce sempre col darmi ragione… ma DEVO e VOGLIO spezzare una lancia in favore della meritocrazia che finisce SEMPRE umiliata, in questa Civiltà del Cretino, emarginando i MERITEVOLI; schiera alla quale anche la pasionaria Agnesina Pozzi appartiene, con l’altra gravissima pecca di non parcellizzare il suo impegno civico e professionale poiché di ogni ingiustizia palese si sente ella per prima - suddito di questo sgangherato ed ipocrita Paese - vittima; ciò che le consente  consapevolmente di aggiungere alla fredda Scienza anche la Passionalità che difetta, invece ai soloni impomatati la cui visibilità “politica” è direttamente proporzionale ai loro onorari e cachet: sono quelli che vanno sempre in tivvù a dottoreggiare ed a spandere merda sui colleghi, forti del lavoro dei ghost-writers dei loro dotti tomi scientifici e grazie al “caporalato” praticato dai Baroni delle Università (anche, di quelle telematiche) raccattano a mani basse cariche e incarichi, incenso e mirra.  Ho anche pensato, in malafede, alla geopolitica decentrata di alcune Procure del Sud, dove la Giustizia si amministra a livello feudale, come pure, pescando in rete, mi ha disturbato molto la solita etichettatura ideologica delle vittime di tanta INGIUSTIZIA; quel definire, per esempio, costantemente Mastrogiovanni come “anarchico” o “compagno” e NON semplicemente quale ITALIANO vittima, come il giovane Cucchi e tanti altri, di abusi e soprusi della Pubblica Amministrazione. Insomma, è il caso di dire che di fronte a queste inspiegabili contraddizioni la riflessione è d’obbligo, con tutte le possibili masturbazioni mentali. C’è, però, da ricordare un fatto assai singolare che ho sperimentato direttamente in almeno due circostanze  ovvero in due casi giudiziari importanti che hanno visto Agnesina e la sottoscritta in sodalizio… ovvero la “gelosia” istintiva... quell'invidualismo tipicamente meridionale che ha connotato l’esclusione (ed anche l’ingratitudine) dell’illustre dottoressa Pozzi dai casi solo da costei felicemente risolti… ed il reality-show di Avetrana è il monito spietato di un certo protagonismo, trasmesso per inoculazione virale da “certi” magistrati alla categoria sottomessa degli “avvocati”; ciò mi fa ritenere, per l’ennesima volta, che la dottoressa Pozzi sia stata derubata ancora una volta della sua magistrale Opera, dopo avere dato il “La”, con le sue deduzioni, all’orchestra del Collegio Difensivo, poiché … purtroppo… il medico Agnesina Pozzi è, come sempre, migliore di qualsiasi avvocato, nel senso che ha uno stile ineccepibile ed efficace nello stilare le sue perizie, al di là di codici e codicilli del prontuario di procedura metabolizzato a pappagallo dai burocrati e tale da suscitare l’invidia e la gelosia di chi si appresta o detiene il ruolo del “protagonista” o “manager” della Communication & Imaging nei Tribunali: gli avvocati! … Ergo, stavolta ho deciso di DIFENDERE IO l’onore della dottoressa Pozzi, mettendola in guardia, diffidando chiunque voglia indebitamente appropriarsi del suo LAVORO (cosa che, temo, avverrà) e con la viva preghiera all’AMICA di convertirsi anch’ella alla monetizzazione del suo lavoro, se vorrà essere legittimamente assurta ai regi ruoli che le competono della Casta (quella Maggiore degli adepti e quella Minore degli aspiranti) dove la Scienza non fa sempre rima con Coscienza! Quel confine superato il quale, la tivvù eterna la gloria dei carnefici e premia gli speculatori del caso, dimenticandosi delle vittime!

CCA' NISCIUNO E' FESSO!

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