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In centinaia ad Acciaroli in marcia per chiedere verità su Angelo Vassallo | FOTO

Marianna Vallone • 11 febbraio 2018 09:06

A distanza di sette anni l'assassino di Angelo Vassallo non ha ancora un nome. E il rischio, ora, è che le indagini sul suo omicidio, avvenuto la notte del 5 settembre 2010 ad Acciaroli, vengano archiviate da parte della Procura di Salerno. A ribellarsi a gran voce, sabato pomeriggio alla marcia organizzata dalla Fondazione Vassallo per chiedere che ciò non avvenga, c'erano quasi mille persone tra semplici cittadini, politici e amministratori locali, di nord e sud Italia. Presente anche l'ex governatore della Campania Antonio Bassolino che ha spiegato «di essere alla marcia per ragioni personali ma anche politiche. Il porto lo abbiamo realizzato insieme. - ha detto - Dobbiamo continuare a cercare la verità». 

In prima fila alla marcia, insieme con il fratello Dario, presidente della Fondazione, c’era la moglie di Angelo Vassallo, Angelina, e il figlio Antonio. La vedova, commossa, ha ringraziato tutti. «Devono capire che abbiamo bisogno di giustizia e chiarezza, non solo come famiglia, ma anche come territorio. - ha detto il figlio Antonio - Viviamo qualcosa di stravolgente, che qui non era mai accaduto prima. Vogliamo sapere chi sono i cattivi, chi sono i nemici e vengano rinchiusi al più presto». 

La marcia, partita alle 14:30 dal porto di Acciaroli, si è snodata in silenzio per le stradine e il corso fino a raggiungere il luogo fu ucciso Vassallo con nove colpi di pistola mentre era a bordo della propria auto. A condividere la rabbia e il dolore della famiglia c'erano tantissimi cittadini, ma anche sindaci, il parlamentare uscente Simone Valiante, il presidente del Parco nazionale del Cilento, Tommaso Pellegrino, e tanti amministratori di altre regioni, tra i quali il primo cittadino di Aielli, di Peschici, Castelnovo ne' Monti, Rovigo, Casalnuovo di Napoli e il vicepresidente della provincia di Foggia. 

Alla testa del corteo per Angelo anche Alessandra Clemente, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, figlia di Sandra Cutolo, vittima innocente di camorra, e il superstite della scorta di Giovanni Falcone, Giuseppe Costanza, che hanno portato le loro testimonianze. 

«Vogliamo delle risposte, ci sono troppe cose che non quadrano e vogliamo che le indagini non vengano archiviate. - ha detto Dario Vassallo - Non ci siamo mai fermati, stiamo redigendo un dossier per fare causa presso il Tribunale di Giustizia europea. Ci metteremo tutta la vita ma qualcuno pagherà il conto per quello che è stato fatto ad Angelo». «Continua a mancare la verità, quella che ci consente di dire che a Pollica non siamo omertosi. Vogliamo la verità e la vogliamo perché tutti devono sapere quello che hanno fatto ad Angelo», ha aggiunto Stefano Pisani, attuale sindaco e vice ai tempi di Vassallo, sottolineando la necessità di «restare uniti». 

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