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INCHIESTAOmicidio Vassallo: ancora poche risposte dalle istituzioni

Biagio Cafaro • 01 dicembre 2010 12:13

A quasi tre mesi dalla morte del sindaco di Pollica Angelo Vassallo, latitano risposte significative da parte del Ministero degli Interni. Il giorno 3 novembre la senatrice del Pd Anna Maria Carloni, insieme ad altri 26 senatori firmatari ha presentato un’interrogazione al Ministro dell’interno Roberto Maroni. Un’interrogazione simile è stata presentata anche il giorno 18 novembre, ma questa volta dal deputato Mario Pepe del PdL. Occorre un maggior dispiego dalle forze dell’ordine.
«A circa due mesi dalla scomparsa del sindaco Vassallo non ci sono notizie circa i mandanti dell’omicidio, né altre informazioni in merito alle indagini». Questo è quello che denuncia la senatrice Carloni, il 3 novembre, al Ministero degli Interni, il quale, continua la Carloni, «ha ritenuto di non fornire i numeri dettagliati delle forze in campo tra Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di finanza nel territorio di Salerno e Provincia». Nonostante sia evidente che la camorra e qualsiasi altro fenomeno di criminalità organizzata cerchino di capillarizzare i propri interessi dove ci sono opportunità economiche consistenti, si è sottovalutato questo aspetto all’interno del territorio cilentano, dove vi è un enorme giro di affari, soprattutto nel periodo estivo. «Lo stesso sottosegretario (Mantovani, ndr) […] ha confermato che proprio ad Acciaroli ha dimorato in soggiorno obbligato per un lungo periodo, fino alla metà degli anni ’90, il calabrese capo ‘ndrina Franco Muto». A tal proposito, denuncia l’interrogazione, l’informativa urgente del Governo sull’assassinio del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, presentata in senato il giorno 22 settembre 2010, ha sottovalutato questo aspetto, non prendendo in considerazione esclusivamente il territorio in cui si è consumato l’omicidio del sindaco di Pollica, ma l’intera Provincia di Salerno e la Regione Campania, evitando ogni riferimento al territorio Cilentano, alle sue problematiche e alle possibili infiltrazioni camorristiche. Precisa la Carloni che «un comprensorio così vasto come quello del Cilento, un Comune così esteso come quello di Pollica, vanno tutelati attraverso presidi più adeguati e una dotazione numericamente più consistente sia per la magistratura inquirente che per le Forze dell’ordine». Ciò è stato messo in luce anche dal procuratore distrettuale di Salerno Franco Roberti, titolare dell’ufficio che coordina le indagini sull’omicidio Vassallo. A tal proposito, precisa la senatrice del Pd, «non risulta che dopo l’assassinio del Sindaco Vassallo ci sia stato un incremento di presidi delle Forze di polizia sul territorio». Quindi l’interrogazione chiede al Ministro dell’Interno, tra gli altri punti, informazioni sulle indagini in corso; in secondo luogo, quale sia la reale consistenza delle forze dell’ordine nel territorio della Provincia di Salerno, in particolar modo nel comune di Pollica e i Comuni limitrofi e se c’è stato un incremento di tali forze dell’ordine dopo l’omicidio di Vassallo.
L’intervento del deputato Mario Pepe del 18 novembre scorso, pur essendo di tutt’altro respiro, esprime richieste molto simili a quelle della senatrice Carloni. L’interrogazione mette in luce come il sottosegretario Mantovano, nelle informative fornite alla camera il 15 settembre e al senato il 22 settembre sia stato esaustivo, al contrario di quanto sosteneva la Carloni. Inoltre, pone in risalto come il governo abbia promesso «di rafforzare la presenza dello Stato nel Cilento, al fine di impedire l’ulteriore penetrazione della criminalità organizzata […] che l’Esecutivo avrebbe ascoltato le esigenze che vengono espresse a Parlamento e Governo dal territorio e le avrebbe esaudite con sostegno delle risorse previste dal PON sicurezza». Ma queste promesse, elencate dal deputato Pepe, non sono recenti, anzi, sono di poco posteriori all’omicidio, tant’è che alcune sono state fatte nel corso del funerale di Angelo Vassallo. Pepe, infatti, chiede al governo di «rafforzare la presenza di uomini e mezzi nel Cilento, […] ampliare l’adozione di metodi di sorveglianza e video sorveglianza avanzati ai fini del controllo del territorio» e «se (il Governo, ndr) non ritenga opportuno utilizzare le risorse del PON sicurezza». Il deputato Pepe ha voluto mettere in evidenza anche come «i pm della Direzione distrettuale antimafia di Salerno dichiaravano di aver ristretto le ipotesi di movente a due: droga o pista amministrativa; quanto a questa seconda pista gli occhi sono puntati sulla gestione del porto di Acciaroli, sull’abusivismo edilizio e l’aggressione all’ambiente, nonché sul rifiuto di Vasssallo di installare impianti eolici nell’area del Parco». Tra le altre cose, l’interrogazione del deputato del Pdl, fa notare come sette sindaci cilentani abbiano messo in evidenza il fatto che «il Cilento è a un bivio tra sviluppo e criminalità, per cui è urgente investire oggi in sicurezza, poiché domani potrebbe essere troppo tardi».
 Ciò che conta è che la morte di Vassallo non sia resa vana, e che alle continue onorificenze che gli si dedicano, ultima la dedica dal Ministro dell’agricoltura, il veneto Galan, in occasione del riconoscimento Unesco della Dieta Mediterranea quale Patrimonio dell’umanità, segua un’azione di governo atta a incrementare le forze dell’ordine impegnate nelle indagini dell’omicidio Vassallo, tanto più perché era il sindaco di un Comune Italiano quindi, un funzionario dello Stato. Una risposta ferma da parte del governo sarebbe necessaria anche per gli altri sindaci che svolgono bene il loro lavoro all’interno del territorio cilentano, perché, come ha detto Carloni, bisogna «garantire che i sindaci possano esercitare le loro delicate funzioni in un contesto di legalità e di sicurezza».
Le parole di Pepe e della Carloni sono particolarmente preoccupanti, perché ci fanno capire come il Ministero degli Interni abbia sottovalutato il caso Vassallo, e, nonostante Pepe riconosca meriti al Governo, fa trasparire dalle richieste al Ministro dell’interno, una mancanza di provvedimenti istituzionali, come il mancato utilizzo dei fondi PON sicurezza, e la mancanza di un incremento delle forze dell’ordine sul territorio Cilentano, nonostante nell’informativa urgente del Governo sull’assassinio del sindaco di Pollica Mantovani abbia detto «Il nostro sforzo, in questo momento, è teso a far sì che all’autorità giudiziaria che indaga sull’omicidio di Angelo Vassallo sia assicurato, come sta avvenendo, il sostegno investigativo necessario per individuare i responsabili». Si ci augura che questo sostegno non sia soltanto flatus voci ma che corrisponda ad un incremento delle forze dell’ordine impiegate nell’inchiesta sull’omicidio Vassallo  e, sul controllo del territorio, altrimenti, il pericolo prospettato dai sette sindaci Cilentani, quello di un sopravvento della criminalità, non sarà solo una minaccia, ma potrebbe diventare una realtà.

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