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INCHIESTEDegrado e abbandono nei siti archeologici del Cilento. Sacco: un sito sconosciuto (parte III)

Lucia Cariello • 23 maggio 2011 17:46

Qual è lo stato dei tanti siti archeologici presenti su territorio cilentano, da Elea-Velia a Roccagloriosa?

Il Giornale del Cilento continua l'analisi iniziata il 9 maggio presso il sito archeologico di Sacco.

Continua da Degrado e abbandono nei siti archeologici del Cilento. Sacco: un sito sconosciuto (parte II)

§ 5. La Grotta di Jacovo

Provenendo da Sacco dopo aver oltrepassato il ponte sul fiume Sammaro, all’altezza della seconda curva sulla sinistra si scorge un vecchio ed arrugginito cancello, oltre il quale ci si immette in un sentiero non facile dove si incontrano ginestre, bacche selvatiche e fragoline di bosco, ma soprattutto si ascolta chiaramente lo scorrere più in basso del fiume Sammaro; dopo circa quindici minuti di cammino si giunge finalmente all’agognata Grotta di Jacopo.

La grotta, provvista di due ingressi nascosti dalla vegetazione, si apre con un’ampia sala alla quale segue una seconda al cui interno convergono diversi canali, le pareti sono ricche di stalattiti e stalagmiti ed evidenti appaiono i fenomeni di crollo della volta, all’interno si scorgono poi due pozzi attraverso i quali probabilmente circolava l’acqua.

All’interno della prima sala, poco oltre l’ingresso ho raccolto al­cu­ni frammenti vascolari ed un frammento in selce, rinvenimento che evidentemente conferma quanto supposto in rapporto alla frequentazione dell’antro nell’età del Bronzo.

§6. La Leggenda

Nell’antico maniero longobardo di Sacco aleggia un’antica leggenda che si tramanda di padre in figlio: l’infelice storia di Saccia.

Si racconta che il duca Zottone di Benevento vi rinchiuse la consorte, Saccia appunto, colpevole probabilmente di adulterio.

L’eco della vicenda fu tale che l’abate Francesco Sacco ne fa menzione nel suo “Dizionario Istorico Geografico del Regno di Napoli” del 1796.

Ecco le sue parole:

“Questa terra si vuole essere stata edificata dagli abitanti della distrutta terra di Castel Vecchio, ove era un castello fatto dà duchi di Benevento, ed in cui fu relegata Saccia moglie di uno dei duchi di Benevento.

Distrutto quello castello, gli abitanti di Castel Vecchio edificarono la presente terra e la vollero chiamare Sacco in memoria di Saccia relegata nel castello della terra di Castel Vecchio”.

CONTINUA

Degrado e abbandono nei siti archeologici del Cilento. Sacco: un sito sconosciuto (parte IV)

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