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MONTECORICE Ci sono soldi della camorra dietro le ville di san Nicola a Mare?

Biagio Cafaro • 28 febbraio 2011 13:59

Ieri, sul Mattino è apparsa una notizia abbastanza preoccupante. Leggendo il giornale napoletano, si percepisce che dietro la speculazione di san Nicola a Mare ci siano personaggi legati alla camorra. Infatti l’ipotesi è quella che i soldi impiegati in tale speculazione possano provenire da Nola e dal “tesoro di Carmine Alfieri. Dal quadro che emerge, sembra che il territorio cilentano, in particolare Montecorice, possa diventare, se non lo è già, un luogo dove riciclare soldi sporchi, in particolar modo quelli della camorra. Ricordiamo che la cena del 16 agosto, famosa perché era stato invitato anche Angelo Vassallo, il quale rifiutò di partecipare, si parlò, appunto, della lottizzazione di san Nicola a Mare. Il proprietario del terreno, su cui dovrebbero nascere oltre 150 ville, è  l’imprenditore Mario Felice Nusco, segnalato nel 1992 dai carabinieri di Castello di Cisterna, come affiliato al clan camorristico di Carmine Alfieri, quest’ultimo diventato poi un pentito.

A tal proposito l’ex presidente del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, Peppe Tarallo, oltre ad essere stato sindaco di Montecorice, ha dichiarato a riguardo del progetto di lottizzazione di san Nicola “C’è un piccolo gruppo di affari che decide le cose da comprare e vendere e poi cura l’approvazione fino alla fine […] Vassallo si era pronunciato contro questo insediamento”.  

Secondo il Mattino, il “Cilento è sempre più terra di sindaci promotori di affari di cemento, c’è una sorta di filiera immobiliare che tutti riconoscono come la cricca: dall’intermediario nelle vendite dei suoli al progettista che ha agganci al comune ed è pronto a far camminare speditamente la macchina della burocrazia; dal titolare dell’agenzia immobiliare, per finire al braccio armato per sequestri e minacce agli oppositori”. Di tale gravità la vicenda che è occorsa a Francesco Malzone, nell’occasione della lottizzazione del Melaro. Da quanto ha rilasciato Malzone, le violenze che ha subito sono state fatte in presenza del vicesindaco di Montecorice insieme a Gerardo Lembo “Il costruttore - ha dichiarato Malzone – si godeva che avessero fatto il servizio per lui, che mi avessero castigato”.

C’è da aggiungere che a Montecorice i controlli edilizi sono nelle mani di due vigili; uno è il nipote del sindaco e l’altro è il fratello di un consigliere comunale di maggioranza.  

Una vicenda che stride con le ultime dichiarazioni del presidente del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, Amilcare Troiano, alla Borsa internazionale per il turismo a Milano, dove ha detto che il Cilento è un territorio incontaminato.

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