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NUCLEARE Abrogato il nucleare? O si tratta di un ulteriore sabotaggio al referendum?

Biagio Cafaro • 20 aprile 2011 14:22

Il governo ha presentato in Senato un emendamento per l’abrogazione delle norme che concernono la realizzazione di impianti nucleari in Italia. Questo provvedimento, farebbe decadere la moratoria di un anno sul nucleare. L’emendamento presentato in Senato è il seguente: «Al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche mediante il supporto dell'Agenzia per la sicurezza nucleare, sui profili relativi alla sicurezza nucleare, tenendo conto dello sviluppo tecnologico in tale settore e delle decisioni che saranno assunte a livello di Unione Europea, non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare». Da questo emendamento emerge soltanto che si posticipa l'individuazione delle località in cui realizzare le centrali.

Nel comunicato si legge: “Il Governo ha presentato oggi un emendamento al decreto legge 34 attualmente all'esame del Senato. L'emendamento prevede l'abrogazione delle norme riguardanti il programma di localizzazione, realizzazione ed attività sul territorio nazionale di impianti nucleari. Nello specifico vengono abrogate le norme relative al nucleare contenute nel decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008; nella legge n. 99 del 2009; nel decreto legislativo n. 104 del 2010; nel decreto legislativo n. 31 del 2010 e nel decreto legislativo n. 41 del 2011”. 

Questo elimina il pericolo di una centrale nucleare sulla Foce del Sele? Sembrerebbe di no. “Questo emendamento posticipa l’individuazione delle località in cui realizzare le centrali nucleari”, ha dichiarato ieri il leader dell’Idv Di Pietro. Infatti, la nota uscita da Palazzo Chigi recita: «Con l'emendamento viene affidato al consiglio dei ministri la definizione di una nuova strategia energetica nazionale. La strategia terrà conto delle indicazioni stabilite dall'Ue e dai competenti organismi internazionali; e, prima di essere approvata definitivamente dal Consiglio dei Ministri, sarà sottoposta all'esame della conferenza Stato-Regioni e delle competenti Commissioni parlamentari». Non si parla di quale energia verrà usata nel nuovo piano energetico nazionale, che potrebbe essere anche quella nucleare, poiché l’emendamento non esclude il ricorso al nucleare, ma semplicemente non si procede al programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare in vista di successive evidenze scientifiche. Questo vuol dire che se fra un anno il governo dovesse ritenere soddisfacenti le “successive evidenze scientifiche” rimetterebbe le mani sul nucleare. 

Ma quello che sconcerta di più è un'altra cosa. L’emendamento potrebbe sembrare un ulteriore sabotaggio (dopo la moratoria di un anno) al referendum del 13 maggio in cui il popolo italiano è chiamato alle urne sul nucleare, ma anche sul legittimo impedimento, tanto caro al premier e sulla privatizzazione dell’acqua. In tale ottica i titoli del tg1 e tg5 hanno chiosato entrambi: a rischio il referendum (che ricordiamo contempla altri due quesiti), mentre ciò che è a rischio è il quorum del referendum, non il referendum in se. Infatti il giurista Stefano Rodotà,  ai microfoni di rainews24 ha dichiarato che non è assolutamente in pericolo il referendum e nella fattispecie il quesito sul nucleare.

Ancora più amare le conclusioni di Greanpeace Italia che, tramite il direttore Giuseppe Onufrio, ritiene una truffa l’emendamento, considerato solo un sabotaggio al referendum in vista di una riproposizione del nucleare tra un anno: «Ha paura (il governo, ndr) dell'opinione degli elettori. – ha dichiarato Giuseppe Onufrio - E' un caso di furbizia preventiva che coglie un dato reale: la forte opposizione degli italiani al nucleare. Molti dei commenti di ministri ed esponenti della maggioranza svelano il trucco: cercare di prendere tempo, abrogando solo alcuni punti della legge, per evitare che gli italiani si esprimano attraverso il referendum e poi tornare a riproporre il nucleare tra un anno. Questa truffa non è accettabile. Piuttosto che continuare con queste manovre dilatorie, il governo dovrebbe abrogare una volta e per sempre tutta la legge sul nucleare, prendendo impegni solenni per promuovere le fonti rinnovabili e l'efficienza energetica. Se il governo italiano volesse fare seriamente dovrebbe reintrodurre gli incentivi sulle fonti energetiche rinnovabili, al momento completamente paralizzate dallo scellerato decreto Romani. Greenpeace chiede di adottare il sistema tedesco, alzando gli obiettivi per l'eolico e il fotovoltaico».

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