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PERICOLO ISOLAMENTO Quale futuro per un Cilento sempre più isolato?

Biagio Cafaro • 15 aprile 2011 07:30

Nella foto la strada ex ss 447 in località Rizzico

È la domanda che sorge dopo la decisione, da parte della regione Campania, di sopprimere il Metrò del mare. Non sarà un mezzo di comunicazione canonico, ma è una risorsa per il turismo della provincia di Salerno e soprattutto per le coste cilentane.

Ma il problema non è esclusivamente la soppressione del Metrò del mare, ma, più in generale, l’isolamento che sta subendo il territorio cilentano da alcuni anni a questa parte. Prima delle vie marine, sono state intaccate le comunicazioni terrene. I tagli ai treni che attraversano il Cilento sono stati continui, fino all’apice raggiunto lo scorso settembre 2010, quando fu sospeso il treno 3706 che partiva da Sapri alle ore 10.08 per raggiungere Salerno alle ore 11.48. In quell’occasione il sindaco di Agropoli, Franco Alfieri, ebbe parole di fuoco: “Anziché potenziare ed aumentare il numero di treni, così come già richiesto dallo scrivente in passato, in considerazione anche della vocazione turistica del Cilento e delle potenzialità di sviluppo attraverso il miglioramento dei mezzi di trasporto, si rischia di compromettere ulteriormente l’offerta di servizi adeguati. Nel caso specifico del comprensorio di Agropoli – Castellabate, per l’intera mattinata, dalle 8.24 alle 13.56, non sarà possibile viaggiare in treno in direzione Salerno”. Il treno, successivamente, è stato ripristinato poiché per oltre 5 ore, in molte stazioni Cilentane, tra cui Pisciotta, Sapri, Vallo della Lucania, non si fermavano treni in direzione Salerno.

Sta di fatto che già in primavera, i treni sono sovraffollati,  i passeggeri sono costretti a viaggiare in piedi e i treni, anziché essere potenziati e aggiornati sono soppressi. Non contenti, la regione Campania ha deciso di aumentate le tariffe del circa il 20%.

Ma i collegamenti via terra non sono solo ferroviari. Le strade cilentane sono in pessime condizioni e molte sono chiuse al traffico. Le frane interessano quasi tutte le strade e l’asfalto crolla sotto il peso delle autovetture che vi passano. Per di più due delle arterie più importanti sono interessate da problemi strutturali. La ex ss 447 in località Rizzico è ancora chiusa e la promessa fatta alla delegazione pisciottana dalla provincia di Salerno, di riaprire la strada per Pasqua, sembra una chimera. I lavori non sono ancora iniziati e la strada fa invidia alle più prestigiose montagne russe. Per quanto riguarda la ss 18, la strada è stata riaperta, ma, solo il giorno dopo l’apertura è seguito un nuovo crollo. Un masso ha invaso la strada mettendo in pericolo gli automobilisti che la percorrono. Sembrerebbe quasi che la strada sia stata riaperta per permettere il passaggio della carovana ciclistica del Giro d’Italia, il prossimo 13 maggio. Non ci dilunghiamo oltre altrimenti dovremmo render conto di tutte le strade interne cilentane che stanno per crollare. 

La sensazione è delle peggiori. Parrebbe che si voglia isolare il territorio cilentano. La regione Campania, come già scritto altre volte, sembra essere interessata esclusivamente all’hinterland napoletano e casertano e l’ultima ruota del carro sembrerebbe essere proprio il Cilento, verso il quale se c’è da fare qualche investimento, ben si pensa di tagliarlo. Per rispettare il patto di stabilità, tanto osannato dalla regione Campania e dal suo presidente, Stefano Caldoro, sembra che si sia sacrificato il territorio cilentano. 

La provincia di Salerno ha inoltrato finanziamenti per le strade cilentane, ma sono così modesti che non si notano in confronto alla quantità delle frane che interessano le arterie e per lo più gli interventi sono di contenimento e non di riqualificazione. Per quanto riguarda la ex ss 447 è tutto da vedere, la provincia ha promesso provvedimenti, ma saranno mantenute le promesse? La strada riaprirà per Pasqua? La cosa sembra molto difficile, considerando le condizioni del tratto chiuso.Una considerazione la merita il turismo. Proviamo ad immaginare un turista che si reca in vacanza in Cilento. Trova le strade dissestate, l’assenza del Metrò del mare, poche linee ferroviarie e treni affollati, strutture turistiche abusive, sequestrate e abbattute. Cosa farà l’anno prossimo? Che pubblicità potrà mai fare del nostro beneamato Cilento? Se si continua di questo passo, anche l’unica risorsa cilentana, il turismo estivo, rischia di perdere appeal. Un territorio che potenzialmente potrebbe offrire risorse turistiche durante tutto l’anno rischia di perdere qualsiasi attrattiva. Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano e le amministrazioni locali cosa fanno a tal proposito?

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