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Piccoli Comuni, legge in Gazzetta ufficiale: opportunità per il Cilento

Massimo Calise • 07 novembre 2017 20:12

È stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 256 del 2 novembre 2017 la legge n. 158/17 del 6 ottobre 2017: “Misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni, nonché disposizioni per la riqualificazione e il recupero dei centri storici dei medesimi comuni”. Essa prevede per i Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti finanziamenti che potranno essere erogati su ben otto punti indicati come prioritari (articolo 3). È previsto un fondo di 10 milioni di euro per l’anno 2017 e di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2023, Sono, in totale, 100 milioni di euro e sono quasi 6.000 i comuni potenziali beneficiari.

Sono previste una serie di misure fra cui il sostegno alla diffusione dei quotidiani, la tutela dei beni artistici e culturali, i mercati agricoli per la vendita diretta dei prodotti a 'filiera corta' o 'chilometro utile', lo sviluppo della rete in banda ultra larga e un fondo per lo sviluppo strutturale, economico e sociale. Il provvedimento sarà sicuramente ben accolto dai comuni così bisognosi di provvidenze, tuttavia non è possibile tacere l’incoerenza del Governo e della sua maggioranza parlamentare. Infatti, da un lato, promuove la “Fusione dei comuni” e, dall’altro, sembra incentivare i piccoli comuni a rimanere tali. Solo pochi giorni orsono il PD si vantava, a ragione, testualmente: "Quest’anno per la prima volta dal 1951 il numero di comuni italiani è sceso sotto quota 8 mila (nel 2011 erano 8.100) Al 14 settembre, il numero di municipi italiani è infatti 7.987. Molti comuni stanno infatti sfruttando i generosi incentivi messi in campo nel 2014 dal governo Renzi … “.

Infatti la Fusione dei Comuni (Dlgs 267/2000 “Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali”, Art. 15), ampiamente adottata nel Centro-nord d’Italia, giova sia ai Comuni interessati sia all’intero “sistema Paese”. Gli ultimi governi si sono impegnati con provvedimenti legislativi e fondi a promuovere le fusioni: nel solo 2017 sono stati ripartiti quasi 38 milioni di euro fra i Comuni Unici. Allora l’obiettivo dello snellimento del sistema Italia e della riduzione della frammentazione territoriale è avvertito da una parte importante della classe politica, perché non perseguirlo con forza e coerenza? Darebbe, oltretutto, l’immagine di una classe politica che riesce a fissare obiettivi strategici di medio/lungo periodo.

La speranza è che la necessità di una visione strategica e di provvedimenti strutturali si faccia strada anche fra gli amministratori cilentani e li spinga a considerare l’opportunità offerta dalla Fusione dei Comuni.

In attesa c’è questa legge di cui non si può disconoscere una certa utilità; l’auspicio è che i Comuni cilentani sappiano sviluppare le azioni, e soprattutto, le progettualità necessarie per trarne il maggior beneficio possibile per il territorio.

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