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VULCANISupervulcano partenopeo: una forza che spazzerebbe via l’Italia meridionale

Luca De Martino • 23 gennaio 2011 09:22

 

 

 

Dopo gli ultimi articoli pubblicati sul nostro giornale sui quali si approfondisce il tema “terremoto”, qualche giorno fa il Daily Mail cita testuali parole: “Tutto è iniziato con uno sciame di mille piccoli terremoti che hanno fatto ondeggiare la terra sotto ai marciapiedi di Napoli. Le ventole per l’aria condizionata sono crollate dai lati degli edifici e le piastrelle sono scivolate giù dalle pareti. All’interno del centro di controllo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, una serie di schermi indicano che i terremoti non sono stati generati dal Vesuvio. Queste scosse stanno provenendo da qualcosa di molto più grande, da uno dei più ampi e pericolosi vulcani del mondo” Stiamo parlando del “supervulcano campano”, che si trova a nord ovest di Napoli, nei famosi Campi Flegrei.
Secondo il Daily Mail, il supervulcano partenopeo avrebbe una potenza di duecento volte superiore a quella del vulcano islandese Eyjafjallajokull, che ha procurato diversi problemi all’Europa lo scorso anno, generando una grossa nube di ceneri e paralizzando quasi totalmente il traffico aereo.
La sua forza distruttrice è centinaia di volte più devastante di quella che ebbe il Vesuvio durante l’eruzione che distrusse Pompei. L’ultima eruzione del supervulcano risale a 39mila anni fa (una decisamente minore si ebbe anche nel 1538) quando si formò il territorio collinare su cui poggia oggi la città di Sorrento. Se una eruzione analoga dovesse accadere oggi, l’Italia meridionale cesserebbe di esistere, mentre le nuvole di ceneri provocate dall’eruzione coprirebbero i raggi solari e abbasserebbero di conseguenza la temperatura di vaste aree del pianeta. L’intera Europa ne subirebbe le conseguenze: coperta dalle nuvole di cenere, per il nostro continente si aprirebbe un’era di inverno perpetuo.
Il supervulcano campano ha un indice di esplosività vulcanica pari a 8, una sua eruzione espellerebbe almeno 1000 km³ di magma di materiale piroclastico. Un'eruzione di questo genere cancellerebbe virtualmente tutte le forme di vita in un raggio di qualche centinaio di chilometri, mentre un'area delle dimensioni paragonabili a un continente verrebbe sepolta da metri di cenere vulcanica.

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