Ortolani su scossa di terremoto nel golfo di Policastro: «Sismicità bassa testimonia stabilità tettonica del Cilento»

Due scosse di terremoto nel Cilento, a distanza di dieci giorni, per il geologo Franco Ortolani non rappresentano motivo di preoccupazione. Per il docente del’università Federico II di Napoli «nel Cilento e  golfo di Policastro si possono verificare solo sismi di bassa magnitudo, praticamente inoffensivi».

«Il terremoto del 6 aprile 2013 nel Cilento settentrionale – spiega Ortolani – di  magnitudo 2.9, che ha interessato la dorsale compresa tra la valle del fiume Calore e la dorsale di Monte Soprano-M. Cervati, con ipocentro a circa 5 km di profondità, non ha arrecato alcun danno all’ambiente ed ai manufatti. L’evento è da attribuire ad una instabilità tettonica residua del sottosuolo che, come tutta la catena appenninica, è stato interessato da notevoli spostamenti verticali nelle ultime centinaia di migliaia di anni. Si tratta di una sismicità di bassa magnitudo che testimonia la complessiva stabilità tettonica del Cilento. Quest’area, infatti, non è caratterizzata da faglie crostali attive in grado di causare sismi di elevata magnitudo».

«Il sisma del 30 aprile 2013 – continua il geologo – di  magnitudo 2,6 e profondità ipocentrale di circa 278km si è verificato nel Golfo di Policastro tra la Basilicata e la Calabria, in una zona dove gli eventi di notevole profondità ipocentrale non raggiungono elevate magnitudo e non determinano problemi ai manufatti in superficie. Le faglie attive sismogenetiche in grado di generare violenti sismi (dal X al X grado MCS) si trovano più ad est, nei pressi di Caggiano (sisma del 1561), tra il Vallo di Diano e l’alta val d’Agri (sisma del 1857) e da Lagonegro alla Valle del Crati e la Sila. Come si vede dalla carta il Cilento e il Golfo di Policastro si trovano ad ovest della fascia di colore rosso e viola dove si trovano le faglie attive in grado di generare sismi di elevata magnitudo. Concludendo, nel Cilento e nel Golfo di Policastro non si possono generare sismi in grado di arrecare danni all’ambiente ed ai manufatti. Questo aspetto rende ancor più interessante l’area di grande pregio ambientale e ricca di monumenti naturali per la sua frequentazione turistico-balneare».

©Riproduzione riservata