Bimbi intossicati dalle pesche a Serre, monta la rabbia dei genitori: «Vogliamo sapere di chi è la colpa»

Non si fermano le indagini sul caso di intossicazione alimentare che vede coinvolti 14 bambini e un insegnante dell’istituto comprensivo Gonzaga di Serre. I piccoli dopo aver fatto merenda con delle pesche confezionate hanno iniziato a sentirsi male: forti bruciori alle labbra, dolori addominali e conati di vomito hanno fatto scattare il panico nell’istituto. Per conoscere la causa di questo nuovo caso di intossicazione (l’ultimo vide coinvolta una scolaresca di Roccadaspide in gita in Toscana) bisognerà attendere i risultati delle analisi di laboratorio dell’Asl.

Da venerdì, intanto, ai Nas si è aggiunto il nucleo antifrodi comunitarie legato al ministero delle Politiche Agricole per cercare di venire a capo della situazione. Al momento non risultano persone indagate anche se i carabinieri di Eboli coordinati dal comandante Cisternino nel pomeriggio di giovedì hanno ascoltato alcuni bambini per cercare di ricostruire i fatti.

Il racconto I bimbi sostengono che intorno alle 10,30 di giovedì decidono di fare merenda con delle pesche confezionate in vaschette, dopo qualche morso avvertono forte prurito alla bocca, mal di stomaco, conati di vomito e febbre. Le maestre allarmate, dopo aver prestato un primo soccorso ai piccoli, chiamano il 118. I sanitari giungono sul posto con diverse ambulanze e dopo una prima visita riscontrano nei bambini sintomi da intossicazione. A questo punto i bimbi vengono immediatamente portati all’ospedale di Eboli e sottoposti ad analisi per verificare le cause dell’intossicazione. Nella giornata di venerdì alcuni bimbi oramai fuori pericolo vengono dimessi, mentre altri rimangono ancora in osservazione ma la rabbia dei genitori monta: «Sono stata dai carabinieri per capire quale fosse l’azienda che ha fornito li pesche – racconta un genitore – vogliamo capire a chi attribuire le responsabilità». Il primo cittadino di Serre Franco Mennella commenta sconcertato: «Stiamo seguendo passo passo le indagini, attendiamo l’esito delle analisi e siamo pronti – conclude il primo cittadino – a intraprendere tutte le azioni necessarie per tutelare i bambini».

Intanto l’episodio di Serre ha allarmato anche l’amministrazione di Capaccio Paestum che ha disposto controlli sulla frutta consegnata nelle scuole. L’assessore Eustachio Voza, infatti, vuol rassicurare i genitori capaccesi sulla provenineza della frutta distribuita nelle scuole, ricordando che il Comune si avvale di fornitori che garantiscono sulla qualità degli alimenti. A scopo precauzionale, comunque, si è provveduto a sottoporre ad analisi da parte alcuni campioni di cibo.

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