Sub morti a Palinuro: si decide a marzo

Si è tenuta mercoledì mattina, a porte chiuse, in camera di consiglio, l’udienza preliminare del processo relativo alla morte dei quattro sub avvenuta nella Grotta degli occhi di Palinuro il 30 giugno 2012. Nell’udienza, durata quattro ore, il pm ha sollevato un’eccezione relativa alla incompatibilità della difesa del Navarra, titolare del diving ‘Pesciolino sub’, imputato insieme a Stefano D’Avack, Marco Sebastiani e Annalisa Lupini. Il capo di imputazione per i tre è di omicidio colposo, per la moglie di D’Avec, invece, è di concorso in omicidio colposo poiché da istruttrice e quindi da esperta, «non avrebbe impedito il “fatto». Pertanto, il Gup Massimiliano De Simone ha fissato la nuova udienza al 4 marzo 2015 per l’ammissione delle costituzioni di parte civile. In aula c’erano i difensori delle persone offese, tra cui l’avvocato Silverio Sica e l’avvocato Benedetta Sirignano che hanno depositato le costituzioni di parte civile relative ai parenti di Telios Panaiotis, fino al terzo grado di parentela.

Secondo gli inquirenti i quattro sub morti nella Grotta degli Occhi a Palinuro non avrebbero potuto effettuare immersioni in cavità naturali poiché neo brevettati e con abilitazione esclusivamente per il mare aperto e di primo livello. È ormai chiaro che le vittime Susy Cavaccini, Andrea Pedroni, Douglas Rizzo e Telios Panaghiotis – i primi tre residenti a Roma, l’altro a Reggio Calabria – una volta smosso il tappeto limaccioso sul fondo della Grotta, siano rimasti prigionieri di quelle acque torbide e impossibilitati a trovare la strada del ritorno. 

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