Immigrati nell’ex seminario vescovile ma il sindaco non ci sta

La struttura è inagibile e il Comune non è stato neppure informato. Con queste motivazioni, il sindaco di Santa Marina, Dionigi Fortunato, in una lettera, ha chiesto che venga sospeso ogni provvedimento di accoglienza di immigrati nella struttura dell’ex seminario. L’amministrazione Fortunato, stando a quanto riferito dal primo cittadino, sarebbe venuta a conoscenza dell’arrivo di un alto numero di extracomunitari nell’ex edificio del seminario vescovile di Policastro Bussentino solo casualmente. 

«Rammaricandomi innanzitutto dell’irritualità di tale procedura, non essendo stato in alcun modo informato, si rammenta che è il primo cittadino il primo responsabile dell’ordine pubblico del proprio Comune, e si fa presente che la struttura di riferimento è una struttura priva di agibilità, motivo per il quale il competente piano di zona – ambito s9,  ha già  respinto rispettivamente  in data  01.9.2015 ed in data 02.9.2015  le richieste  di   autorizzazione, nella medesima struttura,  di  una comunità alloggio per anziani e di una comunità alloggio per disabili», ha spiegato in una missiva inviata al vescovo della Diocesi, al prefetto e al legale rappresentante della Multiservice Sud. 

«La cosa desta ancora più meraviglia – si legge – in quanto la cooperativa ‘De Gratia Laborandi’ richiedente le predette autorizzazioni, ha presentato ricorso al Tar per l’annullamento di tali provvedimenti, previa sospensiva dello stesso, essendo già presenti all’interno della struttura, da molti anni, anziani e disabili». E aggiunge: «A questo punto mi chiedo e chiedo all.mo sig. Prefetto: e’ possibile che all’interno di una struttura, peraltro priva di agibilità, possano coesistere anziani, disabili ed extracomunitari? Sembra, peraltro, che la richiesta di accoglienza e la messa a disposizione dell’immobile sia stata fatta dalla cooperativa Multiservice sud, locataria dell’immobile, mentre la richiesta di autorizzazione per l’esercizio della comunità alloggio per anziani e della comunità alloggio per disabili, nel medesimo immobile,  è stata presentata dalla cooperativa ‘De Gratia Laborandi’ a cui l’immobile è stato messo a disposizione dalla cooperativa Multiservice sud.  E’ evidente che le due cose sono inconciliabili, né si comprende chi abbia la reale disponibilità della struttura». 

Si tratterebbe, dunque, solo di un problema tecnico, legato all’inagibilità della struttura. Ma l’amministrazione ha anche chiarito che il Comune «ha già contribuito all’accoglienza di alcune famiglie di extracomunitari che hanno già saturato la potenziale capacità ricettiva del nostro territorio». «Al fine di evitare commenti speculativi – sottoline –  questo Comune è stato tra i primi a chiedere ed ottenere l’accoglienza di rifugiati politici, tutt’ora presenti sul suo territorio. Tale segnalazione è conseguenza, unicamente, dell’inidoneità  della struttura e del ridotto numero di abitanti di questa Comunità». 

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