La denuncia di Fare verde Cilento: «Degrado insostenibile nel basso corso del fiume Bussento» (FOTO)

Fare verde Cilento ha inviato un esposto al comune di Santa Marina, al comando forestale dello Stato e per conoscenza alla procura di pertinenza sul «degrado insostenibile nel Basso corso del Bussento», come denuncia l’associazione nella nota. «Il basso corso del fiume Bussento, con la sua foce ad estuario, è un sito d’importanza comunitaria – spiega Fare Verde – e non a caso è stato indicato come area naturale protetta. Molte specie avicole, infatti, sia migranti che stanziali, hanno qui il loro habitat naturale. La lontra inoltre, mustelide altamente protetto perché in pericolo d’estinzione, trova  dove nutrirsi e riprodursi, in quanto la vegetazione  riparia è rigogliosa, sebbene a volte vi si compiono ‘pulizie’ illecite».

«Ebbene, questa zona è stata indicata recentemente da tutte le amministrazioni comunali interessate dal corso del fiume come area di grande interesse naturalistico da salvaguardare. – continua Fare verde nella nota – Anzi, per garantire ‘la tutela di aree di straordinaria bellezza e per la valorizzazione delle ineguagliabili potenzialità del fiume Bussento, i Sindaci del Golfo di Policastro si impegnano – con un comunicato del 25 agosto – a presentare formale istanza alla Regione Campania per l’istituzione del Parco Fluviale Buxentum’. Malgrado questo impegno a garantire la tutela del Sic, l’area versa da tempo in una situazione di degrado incompatibile per la presenza di numerosi punti di abbandono di rifiuti di ogni genere, anche pericolosi, lungo il suo corso protetto.

Nell’esposto, Fare Verde Cilento denuncia che «i rifiuti consistono in diversi sacchi contenenti potatura, in materiale di risulta, in elettrodomestici, in materassi dismessi e materiale in cemento amianto: quest’ultimo fermo da tempo indeterminato e mai bonificato sebbene più volte segnalato dall’associazione. Presentammo una proposta – progetto per l’ istituzione di una oasi naturale gestita dal comune di Santa Marina: proposta che non ha avuto alcun riscontro, probabilmente perché l’amministrazione ha da tempo altri progetti di sfruttamento dell’area. Invitiamo pertanto l’amministrazione comunale di Santa Marina – conclude Fare Verde – a liberare al più presto le zone del greto fluviale e i boschi rivieraschi dai rifiuti abbandonati, garantendo altresì una sorveglianza dell’area protetta».

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