Nel cuore del Cilento si fa rete: a Castel San Lorenzo al via sottoscrizione Comitato promotore dei Distretti

Tutto pronto a Castel San Lorenzo per sottoscrivere l’atto costitutivo del Comitato che darà vita alle diverse iniziative legate ai Distretti, tra il Parco del Cilento, la Costiera amalfitana e l’area dei monti Picentini. Più di duecento operatori economici, consorzi d’imprese, enti di ricerca, università, forum dei giovani e pro loco, gruppi d’azione locali, associazioni e istituzioni pubbliche hanno aderito al Comitato promotore per l’istituzione di Distretti rurali, agroalimentari di qualità e di filiera per le aree interne e protette della provincia di Salerno.

Quando e dove  Un’animazione territoriale partita nell’aprile 2012 e che porterà sabato 4 ottobre 2014 alle ore 16,30, nella sede del Comune di Castel San Lorenzo, alla sottoscrizione dell’atto costitutivo del Comitato Promotore, con la presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura Daniela Nugnes. La legge sui distretti, promulgata dalla Regione Campania l’11 agosto, è stata richiesta con un grande coinvolgimento dal basso. L’animazione territoriale che ha fatto sponda tra il Cilento e la Costiera Amalfitana, e in questi giorni anche nell’area dei Monti Picentini, è stata promossa dall’ente per lo Sviluppo Sostenibile “I Piccoli Campi srl” partendo dal comune cilentano ed estendendosi gradualmente a macchia d’olio, grazie ad un costante e graduale coinvolgimento territoriale.

Arcaro «Alla data odierna sono circa duecento gli operatori economici che hanno manifestato interesse intorno a questa strategia di sviluppo ‘rigenerativa’ ed ai Distretti – spiega Anna Pina Arcaro, responsabile del Comitato Promotore – che partendo dal PIF Il Coltivare Rigenerativo, già riconosciuto come filiera olivicola olearia ed aperta a nuove adesioni, sono in fase aggregativa anche altri gruppi di imprese per le seguenti distrettualità:la cerealicola-orticola, la vitivinicola, la castanicola, la limonicola, il fico bianco del Cilento, la nocciola tonda di Giffoni ed anche la zootecnica (latte e carni). E’ un grande processo che coinvolge quotidianamente diversi soggetti, distribuiti su tutto il territorio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni e Costa d’Amalfi, e nell’ultimo periodo le richieste vengono anche dall’Area dei Monti Picentini».

Da chi è composto Infatti intorno a questo progetto non ci sono solo aziende, ma anche chi sul territorio programma e studia e guarda al futuro, come i Forum dei Giovani, le Pro loco, l’Ente di formazione Formproget, la Scuola agraria di Pontecagnano con le sue succursali, il Cursa(Consorzio Universitario per la Ricerca Socioeconomica e per l’Ambiente), la GeoBio Ricerche, la Cittam (Centro Interdipartimentale di Tecniche e Tecnologie in Area Mediterranea -Università Federico II di Napoli), il tutto in collaborazione con l’Osservatorio dell’Appennino Meridionale ( Università degli Studi di Salerno), l’Azienda Ospedaliera Universitaria Oorr San Giovanni di Dio Ruggi d’Aragona – Scuola Medica Salernitana, e il Cra (Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura) di Roma, con le sue competenze scientifiche nel mondo della produzione e ruralità.

A non mancare ci sono anche i Consorzi di Bonifica come quello “Vallo di Diano Tanagro”e la Federazione Coldiretti di Salerno. Per l’aspetto della tutela dei paesaggi rurali la Soprintendenza BAP di Salerno e Avellino. Tante le associazioni coinvolte come Italia Nostra sezione Campania, Legambiente Campania, ed Acarbio (Associazione Costiera amalfitana Riserva Biosfera) che si sta occupando della candidatura Mab Unesco per la Costiera amalfitana, l’Associazione Cilento ReGeneratio Onlus (culturale e turistica), Cinema & Diritti (Festival Internazionale dei Diritti Umani), L’Eco dell’Anno (settore artistico), Archè (settore sportivo). In questa azione di aggregazione e condivisione, nell’ottica di un nuovo processo di “rinascita territoriale” si articolerà su un nuovo modello gestionale e una diversa visione al mondo della ruralità, con l’accompagnamento di Comuni delle aree coinvolte.

I primi ad aver già deliberato sono: Aquara, Atena Lucana, Buonabitacolo, Campora, Casalbuono, Castel San Lorenzo, Controne, Corleto Monforte, Felitto, Laurino, Ottati, Magliano Vetere, Montesano sulla Marcellana, Monte San Giacomo, Padula, Piaggine, Polla, Ravello, Roccadaspide, Roscigno, Sacco, San Rufo, Sant’Arsenio, Sanza, San Pietro al Tanagro, Sala Consilina, Sassano, Stio Cilento, Teggiano, e le Comunità Montane degli Alburni, Calore Salernitano e Vallo di Diano. Tanti altri si aggiungeranno. «Perché l’istituzione di un Distretto vuol dire prima di tutto fare rete, – spiega – allargare gli orizzonti, implementare il modello di sviluppo sostenibile, aiutare i territori a fronteggiare la crisi economica ed a ridurre lo spopolamento di tali aree interne, ad uscire dalla rassegnazione di un futuro senza più giovani (perché con la valigia sono andati altrove), e fare in modo di creare nuove attività economiche. E per quelle che già esistono – ma fanno fatica ad andare avanti – aiutarle a resistere e sviluppare nuovi segmenti innovativi e di mercato, ottenendone con i Distretti agevolazioni fiscali e finanziarie».

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