Droga, smantellata organizzazione criminale: 34 arrestati, ecco i dettagli

Una maxi operazione antidroga, condotta dai carabinieri del comando provinciale, ha messo la parola fine a una organizzazione criminale dedita allo spaccio di stupefacenti, che operava nell’hinterland napoletano e nella Piana del Sele. I militari del nucleo investigativo del comando provinciale di Salerno, supportato dal nucleo cinofili di Sarno, da un equipaggio del 7° elinucleo di Pontecagnano e l’ausilio dei reparti territoriali competenti, hanno eseguito un provvedimento cautelare emesso dal gip del tribunale di Salerno, su richiesta della Procura della Repubblica-distrettuale antimafia di Salerno, nei confronti di 34 indagati. Blitz a Battipaglia, Bellizzi, Pontecagnano, Giffoni Valle Piana, Montecorvino Pugliano, Eboli, Napoli e Boscoreale.

I nomi Dei 34 indagati, 13 sono in carcere, 15 agli arresti domiciliari e 5 hanno obbligo di dimora. Sono ritenuti responsabili del reato di associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti (6 persone), nonché del reato di spaccio di stupefacenti del tipo ‘cocaina’, ‘hashish’ e ‘marijuana’ (27 persone). I destinatari delle misure cautelari sono Abbate Rosanna, Capriglione Mario, Castagna Mario, Giuseppe Curcio, Del Mastro Pietro Junior, Di benedetto Alda, Di benedetto Gianluca, Di marco Antonietta, Di martino Guglielmo, Francione Adriano, Giuliani Samuel, Landi Carmine, Moffa Andrea, Parisi Biagio, Pone Vittorio, Rainone Francesco, Romania Francesco, Salerno Giuseppe, Sorrentino Antonio, Strollo Vincenzo

Le indagini dell’operazione ‘Thunderbolt 1’, hanno avuto inizio dopo l’omicidio di Vincenzo Persico (avvenuto a Montecorvino Rovella il 19 gennaio 2014), per definire il contesto delinquenziale in cui era maturato il delitto. All’esito dei primi sviluppi investigativi, il 25 gennaio 2014 sono individuati e sottoposti a fermo di indiziato di delitto quattro pregiudicati locali, Alberto Volpicelli, Angelo Di Lucia, Nicola Brunetto e Domenico Lamberti, ritenuti coinvolti a vario titolo, perché esecutori materiali i primi due, favoreggiatore e mandante, nell’omicidio.

Dalle indagini sarebbe emerso che Domenico Lamberti, detto Mimmo ‘a mafia, era elemento di riferimento per una fitta rete di pusher locali dediti allo spaccio di stupefacenti nei comuni di San Cipriano Picentino, Montecorvino Pugliano, Giffoni Valle Piana e località limitrofe, e che i contrasti con il Persico erano sorti a causa dell’intromissione di quest’ultimo negli affari illeciti e nella gestione dello spaccio negli stessi comuni. Le investigazioni hanno consentito così di individuare i componenti di un nuovo gruppo criminale operante a Battipaglia e zone limitrofe, delineando i ruoli ricoperti dai sodali (promotore, organizzatori delle attività di spaccio, fornitori abituali, corrieri addetti all’acquisto ed al trasporto dello stupefacente e pusher), le modalità di smercio dello stupefacente e il volume di affari giornaliero (il guadagno, al netto delle spese per approvvigionare la droga, è stimato in circa mille euro al giorno). 

Inoltre sarebbe stata accertata la presenza contestuale di quattro significative reti di spaccio nella Piana del Sele, autonome rispetto al gruppo criminale pur con saltuari rapporti di collaborazione con lo stesso, composte da diversi pusher che si rifornivano alternativamente presso la piazza di spaccio di Napoli-Scampi e l’hinterland partenopeo, approvvigionando il mercato illecito di Battipaglia, Pontecagnano, Bellizzi, Eboli e dei Comuni Picentini. 

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