Blitz antidroga nel Cilento, indagati: «Non siamo spacciatori, droga veniva consumata per uso personale»

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«Non siamo spacciatori, la droga veniva consumata per uso personale mai scambiata per fini di lucro». Due dei 15 indagati nell’inchiesta sullo spaccio di droga nel Cilento si difendono attraverso il loro avvocato, Francesco Palladino. Si tratta di Alessandro Merola e Roberto Ronsini.

Il legale ha deciso di non appellarsi al Riesame, procedendo con una richiesta di rimodulazione della misura cautelare che sarà presentata la prossima settimana. Scelta diversa per il fratello maggiore di Ronsini, Osvaldo, difeso dall’avvocato di Agropoli, Benedeta Sirignano, che invece ha presentato ricorso al Riesame.

L’avvocato ha chiesto di concedere una deroga alla misura cautelare concedendogli la possibilità di assentarsi dall’abitazione per «provvedere alle indispensabili esigenze di vita. Osvaldo Ronsini vive da solo ed è assolutamente necessaria non avendo questi alcuna possibilità di provvedere alle normali attività quotidiane e ai suoi bisogni primari», sostiene Sirignano.

L’avvocato di Ronsini e Merola spiega le motivazioni del mancato ricorso al Riesame, dicendo che «i due giovani restano agli arresti domiciliari perché non si è ritenuto utile richiedere una modifica della misura cautelare, in quanto, allo stato delle indagini e delle ipotesi di reato individuate dalla Procura è stata applicata la meno afflittiva possibile, almeno sulla base delle ipotesi accusatorie, non ci si poteva aspettare un primo provvedimento cautelare diverso da quello reso dal gip Boccassini».

Entrambi gli indagati hanno fornito, seppur con modalità diverse, la stessa ricostruzione della vicenda, e cioè una limitata cerchia di amici e conoscenti che faceva uso di sostanze. «I due ragazzi hanno spiegato al magistrato – conclude Palladino – che non si è trattato di spaccio, ma di utilizzo personale e di acquisti di gruppo e scambi, e mai di vendite ai fini di lucro a terzi estranei».

Il blitz, nel quale sono coinvolti 15 giovani cilentani, è stato portato a termine alle prime luci dell’alba di lunedì 20 maggio dai carabinieri della compagnia di Agropoli, agli ordini di Raffaele Annichiarico. Tutti sono ritenuti responsabili di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. In particolare, l’attività investigativa, avviata nel mese di marzo 2011 e condotta dal nucleo operativo e radiomobile e dalla stazione di Capaccio Scalo, avrebbe permesso di accertare le responsabilità di numerose persone, pregiudicati e incensurati, dedite al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Secondo gli inquirenti la banda comprava la droga e la rivendeva nel Cilento, principalmente tra i comuni di Agropoli e Capaccio.

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