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Allarme eternit ai Templi di Paestum: notifica a parente sindaco e Soprintendenza

di Lucia Cariello

Si torna a parlare dell’allarme eternit che minaccia l’area archeologica di Paestum. Un emergenza ambientale che da anni viene denunciata senza alcun esito positivo. La prima ordinanza di rimozione e conseguente bonifica, infatti, è datata 2011 emessa in seguito a un sopralluogo del dipartimento di prevenzione dell’ex Asl Salerno 3 e dalla polizia locale. Il materiale altamente nocivo è situato nelle immediate vicinanze del museo archeologico, meta di migliaia turisti e visitarori di ogni parte del mondo.

Va ricordato, inoltre, che l’ultima ordinanza firmata dal primo cittadino Italo Voza è stata emessa a fine giugno nei confronti dei due proprietari del fabbricato (Antonio Voza residente ad Agropoli e Italo Voza residente a Terracina e legato al primo cittadino da vincoli di parentela) e della Soprintendenza per i Beni Archeologici proprietaria del 25% della struttura. A preoccupare proprio la relazione del 2011 nella quale emerge «la criticità dello stato di conservazione della copertura del fabbricato che ha una superficie di circa 20 mq. La stessa all’atto del sopralluogo si presenta realizzata con lastre ondulate in fibro cemento in stato pessimo di conservazione con una struttura cementizia sgretolata e rotta in più punti in particolare sui bordi delle lastre».

Due le ordinanze di rimozione emesse e non eseguite: la prima del dicembre 2011 mentre la seconda risale al febbraio 2012. Intanto, il Comune di Capaccio chiede ai proprietari della struttura di procedere al ripristino e sostituzione della copertura. Va sottolineato, infatti, che la situazione emersa e ridosso dell’area archeologica di Paestum non solo incide sulla salute dei turisti che ogni anno ‘invadono’ il sito (liberando nell’aria fibre cancerogene) ma anche sul prestigio stesso di un complesso sottoposto a vincolo dalla legge 220 Zanotti Bianco nonchè di protezione dei Beni Paesaggisti e delle Bellezze Naturali.

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