Sgarbi a Castellabate per il Premio Pio Alferano, tra i premiati Brumotti e il generale Zottin (FOTO)

L’eloquenza e l’arte oratoria sono caratteristiche imprescindibili per chi sceglie la vita pubblica, notoriamente Sgarbi è il più sagace dei personaggi pubblici ed il suo snervante andirivieni è stato incrementato dalla disorganizzazione del premio ‘Pio Alferano’. Alle ore 20.00 era prevista l’inaugurazione della mostra ‘Artisti per Noto’ da parte del critico Sgarbi, il quale si è rifiutato di tagliare il nastro prima della premiazione poiché, a suo dire, i partecipati hanno subito il fascino della ‘sedia’, e la recondita possibilità di non potersi fondere al supporto plastico li avrebbe fatti desistere. Sgarbi concitato ha dichiarato al nostro giornale: «Il Cilento è una terra meravigliosa, lo conosco bene e mi è noto. Sono questi ritardi, questo pressapochismo ad irritarmi. Vatolla è meravigliosa, è la prova che nonostante la precarietà della vita, qualcosa dell’uomo riesce ad eternarne la memoria».

Nonostante Sgarbi venga accusato di ogni nefandezza umana, ieri sera con noi è stato gentile, capace di sostenere lunghe, per quanto frammentarie, conversazioni su qualsiasi argomento. Nell’attesa della conduttrice Rai ‘Veronica Maia’, abbiamo avuto modo di discorrere dei processi che hanno portato il Sud verso il suo declino, a vagliare pregi e difetti di una terra che appartiene all’intera cultura occidentale. Durante la premiazione Sgarbi ha parlato della ‘memoria’ culturale riflessa nell’arte, ha difeso l’arte dalle speculazioni e dalla pretesa ‘egotica’ dei collezionisti, i quali come i ‘ladri’ non riescono a capire che la fruibilità di un’opera appartiene alla collettività. Ungaretti scrive nel giugno del 1919: 

‘ Vi arriva il poeta

E poi torna alla luce con i suoi canti

E li disperde […]’

Questi versi rispecchiano il pensiero di Sgarbi ed il senso stesso dell’arte, in qualsiasi sua forma ed il compito degli artisti è quello di rendere ‘oggettivo ed universale’ il prodotto finale.

Nel patrimonio culturale da proteggere si devono annoverare quegli ‘oggetti’ che Massimo Fusillo in un suo saggio ha definito ‘feticci’, in quanto rappresentano la memoria dell’uomo ed hanno l’amaro compito di segnare la presenza quantunque l’assenza si faccia più greve, ed è data dall’inesorabilità del tempo. Oltre agli oggetti, un patrimonio culturale indispensabile nella storia di un popolo è la ‘lingua’ che andrebbe difesa dal suo lento disgregamento. Buttita scrisse che un popolo è realmente cancellato, quando gli si cancella la lingua parlata dai padri; anche questo è emerso dalle parole del critico d’arte che sembra riesca come un’antica maschera latina a tirar fuori la sua anima attraverso un fioco suono incanalato nell’immoto foro di una ‘maschera’.

La premiazione è cominciata alle ore 21, alla presenza del sindaco di Castellabate, Costabile Spinelli, e della signora Virginia Ippolito moglie di Pio Alferano. Quest’anno il consiglio della Fondazione ha attribuito il riconoscimento a Corrado Bonfanti, sindaco di Noto; Vittorio Brumotti, personaggio televisivo; Tomàs Gòmez Pérez, commissario della Polizia spagnola; Giuseppe Iannaccone, avvocato e collezionista; Camillo Langone, giornalista, scrittore e critico d’arte; Folco Quindici, regista, documentarista e saggista; Monsignore Antonio Staglianò, vescovo di Noto; Ugo Zottin, generale dei Carabinieri. Ai premiati è stata consegnata una scultura in bronzo ‘Il sacrificio’, realizzata dall’artista Belarghers.

La fondazione Pio Alferano è stata intitolata al generale dei Carabinieri, distintosi per la difesa dell’arte e della legalità. Svolse un ruolo determinante al comando del nucleo ‘tutela patrimonio culturale dei Carabinieri’. Sotto la sua guida e grazie alla sua attività investigativa, negli anni settanta, furono ritrovate opere d’arte di inestimabile valore, sottratte illecitamente. L’obiettivo della fondazione è promuovere la cultura del rispetto per la natura e per l’arte, offrire visibilità a giovani artisti che altrimenti non avrebbero la possibilità di farsi conoscere, dare risalto a scoperte storiche e archeologiche senza passare al vaglio del potere. Collaborare alla tutela di monumenti e risorse naturali a rischio di degrado o di scomparsa e di qui le parole in difesa della lingua da parte di Sgarbi. 

Tra le parole di Brumotti cogliamo le novità della nuova stagione di striscia la notizia; quest’ultimo dichiara che oltre alla bicicletta, porterà alla visione dei sindaci una valigetta con contante finto, per far materialmente vedere tutti i soldi investiti in opere pubbliche mai ultimate. A fine premiazione, il famigerato nastro è stato tagliato e così anche la ‘mostra’ è stata inaugurata.

© Riproduzione riservata