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Asd Futura, ultimo appello alla partecipazione. L’amaro sfogo del dirigente Ruocco: “Troppe polemiche e pochi fatti, occorre l’aiuto di tutti”

di Redazione

C’è chi vede il denaro all’orizzonte di un progetto e chi invece la passione. C’è chi molla alla prima sconfitta o alla prima delusione e chi invece prova a superare gli ostacoli. C’è anche chi della polemica, delle accuse, del bicchiere mezzo vuoto ne fa uno sport, un divertimento ed anche un modo per darsi un tono, e chi invece prova a guardarlo mezzo pieno quello stesso bicchiere, senza darselo un tono, ma trasformando l’impegno in passione e l’animosità degli altri in una opzione di riscatto. Quando un progetto perde sostegni è come una barca a mezz’acqua c’è chi la spingerebbe subito a fondo e chi invece compie un ultimo sforzo, nonostante tutto, per tenerla su.

Un progetto di passione Eccolo lo scenario dentro cui si insinua un accorato appello del dirigente della Asd Futura, Nicola Ruocco: «Sono un dirigente che alla squadra non può offrire ricchezza economica, ma che ha cercato di compensare questa risorsa con un’altra, altrettanto significativa se non indispensabile, la passione. Grazie ad una incommensurabile passione appunto è nato questo progetto due anni fa. Un disegno ambizioso: dare a Camerota una squadra rappresentativa di tutte e quattro le frazioni. Ma non è stato facile affrontare le correnti avverse e le polemiche sterili di chi frena per il puro gusto di farlo, di chi si allontana per una sorta di vocazione all’inoperosità, di chi delega perché fa comodo e di chi invece prende quel che può per poi replicar un modello vincente per fini diversi. Ma nonostante tutto siamo qui a provare a fare ripartire un progetto ambizioso con l’aiuto di tutti».

Lo sfogo Franchezza ma anche determinazione nelle parole del dirigente di Marina di Camerota che affida il suo sfogo alle colonne del giornaledelcilento: «Potrei soffermarmi su una lunga serie di polemiche che purtroppo non favoriscono la crescita dei nostri giovani e non aiutano a sviluppare il territorio. Preferisco invece sollecitare l’attenzione dei nostri cittadini, invitandoli a guardare al futuro dei loro figli e dei nostri giovani provando a motivarli per una maggiore partecipazione». Non soltanto di natura “economica”, sottolinea Ruocco, ma anche in termini operativi: «Si fa un gran parlare ma alla resa dei conti, quando si tratta di passare dalle parole ai fatti ci si trova sempre in pochi. Devo ringraziare colleghi e operatori come Fiumarella e Scarano, sempre presenti e grazie ai quali è stato possibile affrontare un campionato di prima categoria l’anno scorso per poi ritrovarci qui. Come voglio ringraziare la disponibilità di Mario Scarpitta sempre pronto a trovare soluzioni quando si tratta di affrontare difficoltà che riguardano lo sviluppo di iniziative sociali come quelle sportive. Penso ai pulmini per il trasporto come a numerosi altri gesti generosi di cui credo debba farsi carico la collettività. Ognuno come può».

Piccoli grandi progetti Insomma piccoli progetti possono prendere vita da altrettanto piccoli gesti che poi hanno la cifra di un grande obiettivo, sembra suggerire Ruocco: «A volte penso che basterebbe un solo euro per ogni nostro cittadino per avere a disposizione 30 mila euro da impiegare in un progetto che coinvolge lo sport dei nostri giovanissimi e dei nostri ragazzi, insomma che riguarda il nostro futuro. E voglio cogliere l’occasione per informare tutti che se lo ritengono opportuno possono aiutarci contattandoci al 3476005710. Ma anche chi non può devolvere un solo euro può essere parte integrante e attiva di questo progetto – continua – basterebbe che i genitori di questi ragazzi seguissero i propri figli. Il mio invito è che vengano al campo sportivo e supportino la squadra». Guarda al futuro Ruocco auspicando una inversione di tendenza: «Stiamo lavorando per fare crescere la squadra, dopo i tecnici Del Duca Massimo e Petti Antonio, ai quali vanno i miei ringraziamenti, sono arrivati due nuovi tecnici di riconosciuto valore, Luigi Infantini e Beniamino D’Andrea. Credo sia un nuovo inizio, credo si possa guardare lontano, ma questo è possibile soltanto attraverso un protagonismo collettivo». 

 

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